mercoledì 4 gennaio 2017

Pandolce Genovese con Nocciole, Mandorle e Cioccolato - A Lievitazione Naturale





Ciao a tutti!!
Eccoci di nuovo qui per iniziare un anno ricco e saporito, ricco di ricette, del resto non saprei, lo spero!!
Come avete passato le feste? Almeno quelle fino a Capodanno? Vi siete riposati? Avete gozzovigliato fino a dire basta? Noi si!! Siamo stati in famiglia a Natale e Santo Stefano e poi il 31 eravamo con la nostra affezionatissima cumpa dei fotografi, abbiamo imbastito una meravigliosa cena con il contributo di tutti, io ho fatto il pane, anche quello tanto atteso di segale che arriverà a breve, muffins salati, arriveranno anche quelli, ho fatto la torta di carciofi e questo pandolce, mia sorella si è occupata di altri antipasti e del suo impareggiabile polpettone di patate e fagiolini e gli altri amici hanno portato il cotechino con le lenticchie e un po' di beveraggi, eravamo in 8 ma abbiamo fatto un sacco di cibo e alla sera pacchettini per tutti, meno male che all' unanimità abbiamo deciso di non fare il primo!!! Comunque noi con i resti ci abbiamo pasteggiato sino a ieri sera, è il bello di abbondare in queste cene, fatichi una volta ma poi ci vai avanti per tre giorni, se sono cose sfiziose è perfetto, io dopo giorni di abbuffate non ho proprio la fantasia di mettermi ai fornelli ma mi fa piacere mangiare comunque bene!
Ma torniamo a noi, come ogni volta che si ricomincia qualcosa, mi piace farlo con quello che mi fa sentire più a casa, un lievitato!!
Vi ripropongo il mio adorato pandolce genovese, ma non la versione tradizionale, quella la potete trovare qui, una versione perfezionata nella ricetta dell' impasto e diversa nel sapore, arricchita con uvetta, nocciole e mandorle tostate, cioccolato fondente e gli immancabili pinoli!!






In commercio, almeno qui in Liguria, si trovano i pandolci farciti diversamente da quello classico e quest' anno ho voluto proprio cambiare, avevo le nocciole raccolte dal marito, le mandorle siciliane, il cioccolato buono, mi sembrava doveroso metterli nel mio dolce natalizio preferito!!
Certo, dato che le nocciole erano con il guscio, me le sono sgusciate e tostate ma erano ancora più buone!!!
Rispetto alla versione precedente ho aggiunto un po' più burro e zucchero nel primo impasto, lasciando invariata la dose di entrambi nel secondo impasto, e ho aumentato la quantità di uvetta e frutta secca, che nella ricetta precedente avevo comunque trovato scarsa. Il risultato è un pandolce per me davvero perfetto, morbido, si scioglie in bocca, dolce il giusto e pure leggero, a detta di mio cognato, che è uno molto sincero sia nelle lodi che e nelle critiche, è il migliore che abbia mai mangiato!!






Si, sono proprio soddisfatta del risultato, un lavorone ma davvero gratificante!! L' ho preparato per la cena del 31, ma l' ho realizzato tra il 27 e il 28 Dicembre, dato che erano due il primo l' ho assaggiato circa 36 ore dopo averlo preparato, era super, ma vi assicuro che quello aperto il 31 era ancora meglio, fatelo riposare qualche giorno prima di gustarlo, se ben chiuso non perderà in morbidezza ma acquisterà il suo sapore inconfondibile!!!

Ma andiamo a rimboccarci le maniche, si inizia ad impastare!!!







Ingredienti per il primo impasto

180 grammi di pasta madre rinfrescata come descritto sotto
90 grammi di acqua
90 grammi di acqua di fiori d' arancio
1 uovo
350 grammi di farina 0 Manitoba
150 grammi di farina 00
150 grammi di zucchero
150 grammi di burro morbido


Ingredienti per il secondo impasto

Tutto il primo impasto
20 grammi di marsala secco
40 grammi di zucchero
40 grammi di burro morbido
1/2 cucchiaino di sale
65 grammi di farina 0 Manitoba
30 grammi di farina 00
350 grammi di uvetta
120 di nocciole tostate (se le fate in casa ricordatevi di prepararle il giorno prima di doverle aggiungere all' impasto, basterà sgusciarle, farle tostare bene in una padella sul fuoco medio rigirandole di continuo e poi togliere la pellicina sfregandole tra le mani!)
130 g di cioccolato fondente a pezzetti o di gocce di cioccolato (se non avete le gocce, sminuzzate il cioccolato il giorno prima e tenetelo in frigo sino al momento di unirlo al resto degli ingredienti)
60 g di mandorle tostate (tostate le mandorle assieme alle nocciole)
50 grammi di pinoli






Primo giorno (rinfreschi e primo impasto) io ho usato farina Manitoba e acqua appena tiepida

ore 10.30 – primo rinfresco

30 grammi di pasta madre solida
10 grammi d’acqua 
20 grammi di farina. 
Lasciarlo lievitare per 3-4 ore in un contenitore adatto a contenerlo al raddoppio coperto da pellicola per alimenti

Ore 14,00 – secondo rinfresco
tutto l' impasto del precedente rinfresco (60 grammi)
20 grammi d’acqua 
40 grammi di farina. 
Lasciarlo lievitare per 3-4 ore in un contenitore adatto a contenerlo al raddoppio coperto da pellicola per alimenti

Ore 17,30 – terzo rinfresco
impasto precedente (120 grammi)
acqua 40 grammi
farina 80 grammi
Lasciarlo lievitare per 3-4 ore in un contenitore adatto a contenerlo al raddoppio coperto da pellicola per alimenti

Ore 21.30 – Primo impasto e prima lievitazione
Del totale di pasta madre rinfrescato, ossia 240 grammi, prelevarne 180 grammi. Metterli nell' impastatrice e con il gancio a foglia scioglierli con i 90 grammi di acqua tiepida e con gli 80 grammi di acqua di fiori d' arancio, aggiungere l' uovo continuando a mescolare e aggiungere metà del totale della farina.  A questo punto mettere il gancio e aggiungere la restante parte della farina e lo zucchero, lasciate che l'impasto prenda un po' di consistenza e poi aggiungete il burro morbido, un pezzetto per volta. Impastare fino a che la prova velo non va a buon fine, a me sono serviti circa 30 minuti variando la velocità tra sostenuta e media e ribaltando più volte l'impasto durante la lavorazione. Lasciare lievitare l' impasto per almeno 9/10 ore a 27/28 gradi. Io l’ho lasciato nella ciotola dell’ impastatrice coperta da pellicola per alimenti in forno appena tiepido per le prime tre ore e poi l'ho lasciato nel forno con la luce accesa per tutta la notte. Deve più che raddoppiare di volume.

Secondo giorno- Secondo impasto, seconda lievitazione e cottura

ore 9,30 – secondo impasto

Sgonfiare il primo impasto e aggiungervi il marsala secco, lo zucchero e metà della farina, impastare con il gancio e aggiungere la restante parte di farina con il mezzo cucchiaino di sale, per ultimo aggiungere il burro sempre ammorbidito ma non caldo e un pezzetto per volta. Nel frattempo che fate prendere elasticità all' impasto fare leggermente intiepidire in forno l' uvetta e la frutta secca.  Portare l' impasto ad incordatura, anche questa volta mi ci sono voluti 30 minuti sempre con lo stesso metodo di impasto e la prova velo ha dato esito positivo, aggiungere la frutta secca, l' uvetta e il cioccolato impastando il giusto e a bassa velocità perché si amalgamino all' impasto e lasciare riposare 45 minuti.
A questo punto ribaltare l' impasto su una spianatoia leggermente infarinata e dividerlo secondo le pezzature desiderate, io due da circa 1050 grammi.
Dare a ogni pezzo una forma sferica arrotolando la pasta su se stessa e pirlandola senza stringere troppo, coprirli con una tovaglia inumidita e lasciarli riposare per mezz’ora, poi eseguire una seconda pirlatura stringendo bene la forma per dargli la classica forma sferica. Non sottovalutare questo passaggio, il pandolce non lievita in uno stampo e se la pirlatura non è fatta bene si allargherà invece di crescere in altezza, su you tube ci sono tantissimi video su come pirlare un impasto spiegati molto bene, se non siete praticissimi vi consiglio di seguirli, così il pandolce verrà perfetto!!
Adesso metterli a lievitare in un posto caldo e umidificato fino al raddoppio di volume, a me sono servite 8 ore circa tenendoli in forno a 27-28 gradi, vaporizzare spesso nel forno un po' d' acqua o coprirli con uno strofinaccio ben inumidito, altrimenti si formerà una crosticina troppo spessa sulla superficie.

ore 19,00 – cottura

Preriscaldare il forno a 220 gradi, fare su ogni pandolce il classico taglio a triangolo, io ho usato un cutter.
Una volta caldo, abbassate il forno a 180 gradi e infornate i pandolci per circa 50 minuti. Fate la prova stecchino verso la fine della cottura. Umidificate con uno spruzzino il forno o mettete una ciotolina con dell' acqua. Dopo 20 minuti dall' inizio della cottura ho messo sui pandolci un foglio di alluminio per evitare che si colorissero troppo e l' ho tolto 15 minuti prima della fine della cottura.






Una volta sfornati fateli raffreddare su una gratella e non tagliateli per almeno 24/48 ore, è necessario attendere che i sapori si consolidino!
Una volta ben freddi conservateli in un sacchetto per alimenti ben sigillato, si può anche congelare se non volete mangiarvelo tutto in una volta, basterà congelarlo a fette e tirare fuori dal freezer la quantità desiderata la sera prima per averlo perfetto a colazione!






L' anno scorso ho fatto così, quest' anno invece me ne è avanzato solo un pezzetto sempre morbidissimo che mi sto centellinando a colazione, l' hanno voluto tutti e ne sono davvero felice!!

E prima che finisca del tutto lo porto a Panissimo, la raccolta di lievitati dolci e salati ideata da Sandra di Sono io, Sandra e da Barbara di Bread & Companatico, questo mese ospitata da Elisabetta di Cakes & Co.




Niente, godetevi gli ultimi giorni di ferie, se come me siete tra i fortunati che rientrano il 9,  o tenete duro che  questa settimana per fortuna, nonostante sia traumatica, è corta!!

A presto e buona Epifania!!!

Silvia


venerdì 30 dicembre 2016

Buon 2017!! . . . Anche se Sembra un Ossimoro . . .





Ciao a tutti!!
Oggi non ho ricette da proporvi ma solo tantissimi auguri, un po' di foto e qualche pensiero che non vuole essere una somma ma solo un mettere in ordine le cose su carta, che non fa mai male!!
Il 2016 è stato un anno un po' complesso per me, non a caso nel primo post dell' anno avevo esordito con "maledizione, è bisestile!!", abbiamo avuto un po' di fatti poco piacevoli come la perdita di mia nonna, poi il mio papà è stato aggredito per strada da due ubriachi mentre tornava dal lavoro alla sera, niente paura, li ha messi in fuga a randellate dopo essere stato buttato a terra, ha i riflessi più pronti di me, poi la mia mamma ha avuto, e lo dico ora solo perché è guarita e sta bene, un incontro con il male peggiore che ci sia, sconfitto all' arma bianca del bisturi e messo a tacere definitivamente, ha una tempra quella donna che spero di aver ereditato almeno in parte, e infine mio marito con il piede rotto dopo l' incidente sul lavoro che è ancora a casa perché tardivamente diagnosticato! Ecco, per non parlare delle sfighe di riflesso che hanno colpito la famiglia acquisita, la tromba d'aria che ha scoperchiato il tetto dei suoceri per esempio, e quelle lavorative, che hanno colpito 6 ragazzi da noi a cui non hanno rinnovato il contratto in data 23 Dicembre!
Mah, non so se è stata una buona idea mettere su carta prima gli eventi nefasti, che anno di caccaaaaaaaa!!






Di contro però mio papà sta bene, mia mamma sta bene, mio marito sta bene, sia io che mio marito abbiamo ancora il lavoro, i miei suoceri stanno finalmente per finire i lavori di chiusura del tetto e stanno bene, che detta così sembra un po' Pollyannesco ma date le premesse forse è stato un anno buono, proprio per le premesse che ci sono state, insomma, se chiudo gli occhi e faccio uno "sliding doors" degli eventi poteva essere una tragedia su tutti i fronti, e invece non lo è stata!
In ogni cosa siamo stati uniti e abbiamo camminato assieme, un passo per volta abbiamo affrontato tutto, abbiamo unito le mani e ci siamo trainati, dove non arrivava uno, arrivavano gli altri, che sembra scontato in una famiglia ma non lo è affatto!
E nonostante le divergenze di carattere che ci sono, alla fine quando è il momento diventiamo una cosa sola, credo che debba essere così, non è necessario andare sempre d' accordo, è necessario esserci sempre però!






Quindi che dirvi, voglio chiudere questo anno molesto, si, direi che suona bene nominarlo così, con il melograno, simbolo di prosperità, di produttività e di unione, una pianta forte che cresce su terreni aridi e ha bisogno di poca acqua per generare un frutto così dolce e meraviglioso, è così bello che mi incanta, così rosso, brillante e succoso!
E quest' anno si, abbiamo camminato su terreni impervi, abbiamo avuto il destino contro ma abbiamo vinto e siamo riusciti a stare uniti e a fare grandi cose!
Buon 2017 a tutti, che la forza sia con noi, non quella di Star Wars, magari lo fosse, ma quella che ciascuno ha dentro, che magari sta lì muta, tanto che sembra che non ci sia, ma c'è, forse ancora non ha trovato la via per uscire ma c'è, mi auguro che sia potente e che ci guidi in ogni cosa facciamo, che non ci faccia perdere tempo in cose prive di importanza, che ci faccia dire no a chi non merita un minuto del nostro tempo, che ci faccia seguire i nostri sogni anche se sembrano irraggiungibili, chissenefrega se lo sono, meglio tentare di raggiungerli che non fare niente guardando quanto sono lontani, e che soprattutto ci faccia affrontare uniti e con positività tutte le rotture di palle e i "fuori programma" che costellano le nostre esistenze!!!!






E ovvio, vi auguro un mare di bene, di soldini, che non fanno mai male, di salute, e soprattutto di amore, che è la cosa che fa andare avanti il mondo nonostante qualcuno si ostini a dire che sia l' economia!!!

Buon anno nuovo!!!

Silvia


mercoledì 21 dicembre 2016

Grissini al Piment d'Espelette con Esuberi di Pasta Madre





Ciao a tutti!!
Eccoci quasi a Natale e io neppure me ne sono accorta, si, vedo un sacco di traffico in giro ma stento a calarmi nello spirito natalizio, sto evitando il centro come la peste e i regali li ho presi per la maggior parte on-line, sono un disastro lo so, vogliatemi bene lo stesso!!!
Solo che queste ultime due settimane sono state un po' di fuoco e non ho avuto molto tempo per godermi l' arrivo delle feste, anzi, proprio zero!!
Mi dedicherò con più passione ad aspettare l' ultimo dell' anno, l' anno scorso ero già in ferie prima di Natale ed ho potuto preparare un po' di cose con calma, i cioccolatini, i biscotti, rilassarmi un po', quest'anno invece è una corsa contro il tempo che ho deciso di non affrontare!! Non posso stressarmi per il Natale e non intendo farlo, quindi il massimo che posso offrirvi a tema natalizio sono dei grissini al sale aromatizzato al piment d' Espelette, un peperoncino aromatico francese regalo della mia cara amica Carla Emilia, c'è il rosso del peperoncino, il bianco del sale e vengono bene dato che chi ha panettonato come se non ci fosse un domani magari ha un po' di esuberi da smaltire!!





 
Sono molto buoni, piccantini, croccanti e leggeri, si possono preparare anche un paio di giorni prima perché se ben chiusi si mantengono fragranti almeno tre giorni e si possono aromatizzare con quello che credete! A me la voglia l' ha fatta venire la Simo, però io ho usato la ricetta di Eva e Claudio, che uso sempre per fare i crackers con gli esuberi!!
Quando cerco le ricette con gli esuberi prediligo quelle che non prevedano lievitazione, sennò tanto vale usare la pasta madre, devono essere veloci e pratiche, di solito faccio le piadine ma questa volta dato che dovevo accendere il forno per cuocere la pizza ne ho approfittato e ho infornato pure i grissini!!






Ma andiamo ad impastare, con queste dosi otterrete una quindicina di grissini doppi!

210 g di esuberi della vostra pasta madre
105 g di farina tipo 1
40 g di acqua
20 g di olio e.v.o.
2 bei pizzichi di sale
sale aromatizzato al piment d' Espelette (o peperoncino)
due pizzichi di bicarbonato di sodio se i vostri esuberi hanno più di una settimana

Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola, iniziate ad amalgamarli con una forchetta e poi spostatevi sulla spianatoia per continuare a mano, impastate bene sino a che non otterrete un impasto liscio ed uniforme, lasciatelo riposare una mezz'ora così riuscirete a stendere meglio i vostri grissini.
A questo punto tagliate un pezzetto di pasta e formate un piccolo salsicciotto aiutandovi  facendolo rotolare avanti e indietro sulla spianatoia con il palmo delle mani,  con lo stesso movimento date un po' di trazione ai lati per allungarlo, alla fine il vostro grissino dovrà avere un diametro di circa mezzo centimetro e dovrà essere lungo come la leccarda del forno.
Quando avrete ottenuto anche il secondo grissino, arrotolateli l' uno con l' altro, serratene bene le estremità e appoggiateli sulla leccarda rivestita con carta da forno.
Fate lo stesso procedimento fino ad esaurire l' impasto.
A questo punto cospargeteli con il sale aromatizzato e premetelo sulla superficie dei grissini per farlo aderire bene.






Infornate in forno caldo a 190° per 15 minuti, comunque fino a leggera doratura, è vero che ogni forno è a se ma non esagerate con l' allungare i tempi di cottura sennò i grissini invece di restare croccanti diventeranno troppo duri.






Sono uno stuzzichino delizioso se venite colti da fame precoce, sono perfetti con gli affettati o con le salsine di verdura e sono ganzissimi da portare in tavola assieme agli antipasti, meglio di così non potevo fare quest' anno!!!
E li porto anche a Panissimo, la raccolta di lievitati dolci e salati ideata da Sandra di Sono io, Sandra e da Barbara di Bread & Companatico, questo mese ospitata da Stefania di Cardamomo & Co.




Vi auguro buone feste, spero le passiate nel migliore dei modi assieme ai vostri familiari ed amici, io spero di tornare qui prima di Gennaio e se invece non ci vediamo prima sappiate che sto comunque lavorando per voi!!

A presto e in alto i calici!!!

Silvia


lunedì 12 dicembre 2016

Corzetti con Pesto di Pinoli - Croxetti co-o Pésto de Pigneu




Ciao a tutti!! Eccomi bella fresca e riposata dopo questi 4 giorni di relax!!
Ci credete?? Nooo?? E fate bene!
Sono reduce dalla raviolata con la suocera, ben 1342 ravioli messi in saccoccia per le feste, e da diversi appuntamenti in cucina, finalmente ho avuto il tempo di mettermi un po' ai fornelli, un esperimento è riuscito, uno meno, e poi ho deciso di realizzare questa ricetta, era un po' che non vi proponevo un piatto della mia regione!!
Quindi oggi si cucina ligure!
In particolare quello che vi propongo è un primo piatto, una pasta davvero particolare che ha le sue radici nel levante ligure, i corzetti!
Questa pasta ha la forma a cerchio sul quale venivano stampigliati gli stemmi delle famiglie nobili dell' antica Liguria, oggi invece lo stampo è decorato con motivi di fantasia, quello che resta è però la bellezza di questa pasta fresca!






Il mio stampo proviene dalle abili mani del famoso intagliatore Pietro Picetti di Varese Ligure, un artigiano che nella sua bottega lavora il legno dando vita a questi particolarissimi e preziosi stampi, preziosi perché decorati uno per uno a mano e ciascuno con il suo disegno caratteristico. Il legno utilizzato è di faggio o acero o melo, non si può usare un legno qualunque, deve essere privo di resine che lasciano un gusto sgradevole alla pasta!
Ma com'è che tale stampo è finito in casa nostra? Ve lo dico subito, quando un marito sostiene ed incentiva le follie della moglie va elogiato pubblicamente!!
Un giorno mio marito è andato a Varese Ligure a farsi un giro fotografico ed è tornato con questo regalo bellissimo per me, non sapete la gioia di avere lo stampo tradizionale, fatto a mano dal miglior intagliatore, mi ha commossa!!
Presa dall' entusiasmo mi ci sono divertita un po' di volte ma questo we avevo voglia di rimettere le mani su quel meraviglioso oggetto e condividere la ricetta qui, anche se ho fatto una personale variante della pasta, sostituendo parte della farina 0 con quella di grano saraceno!
Ma i corzetti non sono solo tipici del levante, esiste una versione polceverasca (della valle genovese dove abito io) di questa pasta che ha la forma di farfalla, rigorosamente data a mano, ma non ha stampigliature.
Come si condiscono i corzetti?
Possono essere conditi con il pesto, qui la mia personale ricetta, con la salsa di noci, con il tocco, ossia il sugo di carne a lunghissima cottura, qui l' ho cucinato di cinghiale, o con una salsa deliziosa fatta con i pinoli e la maggiorana, che è la versione che vi presento, quella tipica del levante, una salsa dal sapore delicato, dove aglio e maggiorana fanno da cornice perfetta al sapore del pinolo fresco, quasi dolce ma molto aromatico!
Provatela perché ve ne innamorerete!!

Ma basta parole, andiamo a mettere le mani in pasta!!!






Per la pasta (3-4 porzioni a seconda se viene servita come piatto unico o come primo piatto):

250 g di farina 0
50 g di farina di grano saraceno (mia variazione, nella versione originale è sempre farina 0)
2 uova
3-4 cucchiai di vino bianco secco
acqua

Sulla spianatoia fare una fontana con la farina, unitevi le uova sbattute al centro ed iniziate con le mani ad incorporarvi la farina, dapprima quella interna alla fontana e poi via via spostandovi verso l' esterno. Aggiungete nel frattempo anche il vino e, solo se serve, aggiungetevi anche qualche cucchiaio di acqua. Quando la pasta avrà preso consistenza, lavoratela a mano fino ad ottenere un' impasto liscio ed omogeneo, dovrà avere una consistenza non troppo morbida ma deve essere malleabile.
Una volta finito di impastare, copritela con una ciotola rovesciata e fatela riposare almeno mezz'ora.
Con la macchina per la pasta ricavatene delle strisce di spessore 2 millimetri, io mi sono fermata alla penultima tacca degli spessori. A questo punto infarinate le strisce e ricavatevi i cerchi con il fondo dello stampo apposito per corzetti, in alternativa con un coppa pasta da 5-6 cm di diametro.






Una volta ottenuti i vostri cerchi, posizionateli uno alla volta sulla base dello stampo ed imprimetevi con il timbro una forza sufficiente a fare in modo che il disegno dello stampo rimanga inciso sul disco di pasta, questo disegno serve anche a fare aderire meglio il condimento alla pasta. Riponete i corzetti su un ripiano leggermente infarinato fino al momento della cottura.






Per il pesto di pinoli (quantità per la dose di pasta indicata sopra)

120 g di pinoli
1/2 spicchio d' aglio
le foglie di 3 rametti di maggiorana
un pizzico di sale grosso
due cucchiai di parmigiano reggiano
olio e.v.o. e latte per ammorbidire il pesto
pepe nero

Per preparare il pesto potete usare sia il mortaio che il mixer, avendo l' accortezza di usare quest' ultimo a piccolissimi impulsi in modo da non surriscaldare il composto.
Se procedete con il mortaio metterete prima l' aglio, il sale e la maggiorana e iniziate a pestare delicatamente e con movimenti rotatori, quando avete ottenuto una sorta di crema grossolana aggiungete i pinoli, il formaggio, una presa di pepe nero e un filo di latte per amalgamare meglio il composto. A seconda dei gusti potete lavorarlo in modo da ottenere un pesto un po' grezzo, cosa che ho fatto io perché queste salse mi piacciono di più se sono leggermente granulose, o insistere fino ad ottenere una crema liscia.
La consistenza finale non dovrà essere comunque troppo liquida perché poi questa salsa andrà allungata con l' acqua di cottura della pasta. A fine lavorazione unitevi un filo d' olio, mescolate bene e tenete da parte fino al momento di condire i corzetti.

Fate bollire l' acqua in una pentola abbastanza capiente, salatela, versatevi i corzetti e cuoceteli 5-6 minuti, mescolandoli delicatamente prima che l' acqua riprenda il bollore. Nel frattempo allungate la salsa con 4 cucchiai di acqua di cottura della pasta (la quantità dipende da quanto l' avete lasciata densa durante la preparazione).
Una volta cotti, scolateli, versatene uno strato in un vassoio da portata, conditeli con una parte della salsa, versatene un secondo strato e ultimate con la restante salsa. Serviteli ben caldi.






Un piatto semplice ma elegante e delizioso, una pasta fresca importante nella forma che racchiude secoli di tradizione e l' amore per le persone a cui la preparate, insomma, sto pensando già al menù dell' ultimo dell' anno, l' anno scorso ho proposto questi ravioli, chissà che quest' anno non tocchi ai corzetti!!!






Vi auguro buona settimana, a presto!!

Silvia


martedì 6 dicembre 2016

Carrot Cake con Frosting di Robiola e Cannella





Ciao a tutti!!
Eccomi di nuovo qui reduce dalla giornata elettorale! Ero presidente di seggio, che patema ragazzi! Stanchezza a parte parlo proprio della tensione, se va qualcosa storto, o se non tornano i conti vengono a cercare me!!
E' andato tutto bene, avevo un team di ragazzi precisi e collaborativi, ci siamo trovati bene, considerando anche che ho dovuto gestire un paio di situazioni surreali riguardo la polemica sulle matite copiative direi che me la sono cavata degnamente!!
Comunque l' ignoranza è una brutta bestia, ecco, questo lo devo dire!!
E cose c'è di meglio per ricaricarsi le batterie di un buon dolce? 
Continua su questi schermi la prova delle ricette del libro "California Bakery" , mi piace molto quel libro, le ricette sono buone, riescono bene e sono semplici da eseguire, solo avrei qualcosa da ridire su dosi e stampi consigliati, dalla mia esperienza mi verrebbe da dire che spesso per gli stampi che consigliano di usare vada bene dimezzare le dosi delle ricette!! Ho già provato 3 ricette, questa è la quarta, in tutte abbondano!!
Per esempio per questa ricetta la foto esemplificativa mostra una torta che non è altissima, sembrerebbe essere 3-4 cm al massimo, io ho usato lo stampo consigliato ma dato che le dosi mi parevano di nuovo abbondanti, ho usato 2/3 della dose indicata per ciascun ingrediente, ecco, la torta mi è venuta più alta della loro, avrei dovuto direttamente dimezzare!!
Per il frosting invece ne indicano una quantità irrisoria allo scopo di ricoprire il dolce con uno strato di crema da 1 cm, quindi vi lascio la dose che ho usato io, e se voleste abbondare ancora un po' ci starebbe eccome! Mi è venuto da pensare che forse hanno solo indicato le proporzioni da usare però avrebbero dovuto scriverlo!!
Morale della favola, con 6 cm di torta non mi andava di mettere il frosting solo sopra, come indicano nella ricetta originale, ho voluto metterlo anche in mezzo e il risultato è stato vincente, una torta ricca e cremosa, profumata e soffice!!
Ho fatto anche una seconda modifica, ho usato le mandorle anziché le noci, che non avevo, e ho aggiunto un rimasuglio di farina di mandorle rimasto da un precedente dolce. Insomma, non è la versione originale ma le dosi dell' impasto sono le stesse!






 Andiamo a prepararla allora!!!

Per uno stampo quadrato 20 x 20 cm

150 g di carote sbucciate e grattugiate
2 fette di ananas tagliato a dadini piccolissimi e il loro succo
150 ml di olio di semi
2 uova
290 g di zucchero
i semi di 1/3 di bacca di vaniglia
250 g di farina 00
25 g di farina di mandorle
5 g di bicarbonato
5 g di cannella in polvere
5 g di zenzero in polvere (o 3 cucchiaini da the di polpa di zenzero fresco grattugiata)
1 g di sale
25 g di mandorle tritate grossolanamente
9 mandorle intere

Mescolate le carote con l' ananas e tenetele da parte.
In una ciotola mescolate delicatamente con un mestolo di legno o cucchiaio fino ad amalgamarli bene olio, uova, zucchero e semi di vaniglia, questi sono gli ingredienti umidi.
In un' altra ciotola mescolate bene la farina 00 e quella di mandorle, il bicarbonato, la cannella, lo zenzero in polvere, il sale e le mandorle sminuzzate, questi sono gli ingredienti secchi.
Unite le carote e l' ananas agli ingredienti umidi e amalgamate, poi unitevi gli ingredienti secchi e amalgamate sempre delicatamente e con il cucchiaio.
Se usate lo zenzero fresco, aggiungetelo alla ciotola con gli ingredienti umidi!
Bagnate e strizzate un foglio di carta forno e rivestite con esso uno stampo da 20 x 20 cm di lato.
Versatevi il composto livellandolo bene e infornate in forno già caldo a 150°-160° ventilato per 30-35 minuti, fate la prova stecchino dopo 30 minuti bucando il centro della torta, il legno dovrà uscirne leggermente umido, se fosse troppo umido e se vi rimanesse impasto ancora mollo sullo stecchino lasciate il dolce a cuocere per altri 5 minuti.

Per il frosting:

300 g di robiola
45 g di zucchero a velo
2 g di cannella in polvere

Unite gli ingredienti lavorandoli con un cucchiaio fino ad ottenere un composto cremoso. Tenete la crema al fresco fino al momento di decorare.






Una volta che il dolce è completamente freddo, toglietelo dallo stampo, sfoderatelo dalla carta forno e tagliatelo in due strati con un coltello lungo seghettato. Spalmate il primo strato con 2/3 del frosting, ricopritelo con il secondo strato di dolce e spalmate sulla superficie il terzo di frosting rimanente.
Servite il dolce tagliandolo a quadrotti e decorate ciascun quadrotto con una mandorla.
Una volta decorato con il frosting, conservate il dolce in frigo, lasciandolo poi a temperatura ambiente una mezz' oretta prima di gustarlo!






Questo dolce ci ha convinti subito, il frosting  dà una nota acidula e fresca alla torta e ne completa il sapore rendendola perfetta come dolce da merenda ma anche da dopo pasto, io me lo sono mangiata anche a colazione con somma goduria, quasi quasi questo we la ripreparo!!!
A proposito, l' azienda dove lavoro fa il ponte il 9, quindi mi aspettano quattro giorni di riposo, più o meno perché dovremo iniziare a pensare ai regali, fare un po' di spesa e ho in mente un paio di cose da cucinare, via, vediamo se come al solito non metto troppa carne al fuoco e arrivo al Lunedì che sono uno straccio, perché poi mi scoccia rinunciare, nel we devo approfittare del tempo libero e fare tutttooooooo!!!!

Buon proseguimento di settimana!!

Silvia


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