martedì 30 dicembre 2014

Pandolce Genovese Alto a Lievitazione Naturale (Pandöçe Zenéise)





Ciao a tutti!
Ultimo post dell' anno e ultimo lievitato dell' anno!! Sembra fatto apposta ma è stato un caso dettato dalle tempistiche di taglio ed assaggio!! Ce l'ho fatta!! Mi sono tappata in casa due giorni, ho trepidato ad ogni passaggio, ho visto tutto filare liscio ed ecco il mio pandolce genovese alto a lievitazione naturale!!!
Il pandolce alto è il mio dolce natalizio preferito, ma anche non natalizio, è così profumato, ha una consistenza morbida ma più compatta del panettone e del pandoro ma è scioglievole e ricco di frutta, profuma di canditi e fiori d' arancio, insomma, secondo me è una favola!!
Non ce l'ho fatta a prepararlo per Natale ma ho preso coraggio per il 31!! Cenone da noi e per dolce questa meraviglia!!
Questo dolce tipico delle nostre parti si prepara da sempre con lievito naturale, solo negli anni '70 ne hanno ideata una versione più veloce con il lievito istantaneo, resta più friabile, più simile ad una frolla che ad un lievitato, io senza alcun dubbio ho sempre preferito quello alto!!
Quest' anno non mi sentivo ancora tonica per il panettone o il pandoro ma siccome sono in ferie ed ho tempo, mi sono sentita tonica per il pandolce, ho seguito la ricetta di Eugenio, collaudata da Monica e da Nanni, dimezzando solo le dosi e impastando con il metodo che uso di solito con i dolci, ed il risultato parla da solo, lui ha fatto anche una videoricetta che mi sono studiata dalla prima all' ultima scena!!
Insomma ero preparatissima!! Sono anche andata in pasticceria per prendere i canditi buoni, non volevo sbagliarne una!!
Il dolce una volta freddo non va tagliato subito ma bisogna aspettare almeno 24 ore, in modo che si consolidino bene i sapori, avrei voluto morderlo subito ma ho aspettato e davvero ne è valsa la pena!!!


Ingredienti per il primo impasto

180 grammi di pasta madre rinfrescata come descritto sotto
90 grammi di acqua
80 grammi di acqua di fiori d' arancio
1 uovo
350 grammi di farina 0 Manitoba
150 grammi di farina 00
115 grammi di zucchero
115 grammi di burro
scorza intera di mezzo limone

Ingredienti per il secondo impasto

Tutto il primo impasto
17 grammi di marsala secco
40 grammi di zucchero
40 grammi di burro
1/2 cucchiaino di sale
65 grammi di farina 0 Manitoba
30 grammi di farina 00
300 grammi di uvetta, fidatevi, non è troppa, anzi secondo me ce ne andrebbe ancora di più!
120 grammi di canditi (misti arancia e cedro), idem come per l' uvetta
90 grammi di pinoli
7 grammi di semi di finocchio






Primo giorno (rinfreschi e primo impasto) io ho usato farina Manitoba e acqua appena tiepida

ore 09.00 – primo rinfresco

30 grammi di pasta madre solida
10 grammi d’acqua 
20 grammi di farina. 
Lasciarlo lievitare per 3-4 ore in un contenitore adatto a contenerlo al raddoppio coperto da pellicola per alimenti

Ore 12.30 – secondo rinfresco
tutto l' impasto del precedente rinfresco (60 grammi)
20 grammi d’acqua 
40 grammi di farina. 
Lasciarlo lievitare per 3-4 ore in un contenitore adatto a contenerlo al raddoppio coperto da pellicola per alimenti

Ore 16,00 – terzo rinfresco
impasto precedente (120 grammi)
acqua 40 grammi
farina 80 grammi
Lasciarlo lievitare per 3-4 ore in un contenitore adatto a contenerlo al raddoppio coperto da pellicola per alimenti

Ore 19.30 – Primo impasto
Del totale di pasta madre rinfrescato, ossia 240 grammi, prelevarne 180 grammi. Metteterli nell' impastatrice e con il gancio a foglia scioglierli con i 90 grammi di acqua tiepida e con gli 80 grammi di acqua di fiori d' arancio, aggiungere l' uovo continuando a mescolare e aggiungere metà del totale della farina.  A questo punto mettere il gancio e aggiungere la restante parte della farina e lo zucchero, lasciate che l'impasto prenda un po' di consistenza e poi aggiungete il burro ammorbidito a bagnomaria, un pezzetto per volta, unite anche la scorza di un limone. Impastare fino a che la prova velo non va a buon fine, a me sono serviti circa 30 minuti variando la velocità tra sostenuta e media e ribaltando più volte l'impasto durante la lavorazione, togliere la buccia di limone (sempre se vi è rimasta intera perché a me si è triturata non so come mai, ho guardato mille videoricette e tutti toglievano la buccia intera, a me si è deflagrata!!!) e lasciare lievitare l' impasto per almeno 8/9 ore a 27/28 gradi. Io l’ho lasciato nella ciotola dell’ impastatrice coperta da pellicola per alimenti in forno appena tiepido per le prime tre ore e poi l'ho lasciato nel forno spento e chiuso per tutta la notte. Deve più che raddoppiare di volume e con gran gioia è proprio come l' ho trovato al mattino!!!

Secondo giorno- secondo impasto e cottura

ore 7,30 – secondo impasto

Aggiungere al primo impasto il marsala secco, lo zucchero e metà della farina, impastare con il gancio e aggiungere la restante parte di farina con il mezzo cucchiaino di sale, per ultimo aggiungere il burro sempre ammorbidito ma non caldo e un pezzetto per volta. Nel frattempo che fate prendere elasticità all' impasto fare leggermente intiepidire in forno l' uvetta, i canditi, i pinoli e i semi di finocchio.  Aggiungere anche questi all’impasto e portare ad incordatura, anche questa volta mi ci sono voluti 30 minuti sempre con lo stesso metodo di impasto e la prova velo ha dato esito positivo!! Lasciare riposare 45 minuti.
A questo punto ribaltare l' impasto su una spianatoia leggermente infarinata e dividerlo secondo le pezzature desiderate, io due da circa 900 grammi.
Dare a ogni pezzo una forma sferica, nella videoricetta non faceva pieghe ma la prossima volta le farò e poi lo pirlerò bene, coprirli con una tovaglia e lasciarli riposare per mezz’ora, poi eseguire una seconda pirlatura per rimetterli in forma sferica. Adesso metterli a lievitare in un posto caldo e umidificato fino al raddoppio di volume, a me sono servite 6 ore e mezza tenendoli in forno a 28 gradi, per le prime ore ho tenuto uno strofinaccio inumidito a coprirli poi però le ultime due ore l'ho tolto perché mi si stava attaccando, non sia mai, dopo tutto quel mazzo!

ore 16.30 – cottura

Preriscaldare il forno a 220 gradi, fare su ogni pandolce il classico taglio a triangolo, io ho usato un cutter.
Una volta caldo, abbassate il forno a 180 gradi e infornate i pandolci per circa 50 minuti. Fate la prova stecchino verso la fine della cottura. Umidificate con uno spruzzino il forno o mettete una ciotolina con dell' acqua. Dopo 15 minuti dall' inizio della cottura ho messo sui pandolci un foglio di alluminio per evitare che si colorissero troppo e l' ho tolto 20 minuti prima della fine della cottura.
Una volta sfornati fateli raffreddare su una gratella e non tagliateli per almeno 24/48 ore, il sapore almeno si consolida bene!!
Che dire, una vera bontà!! Mio marito mi ha chiesto se poteva portarne un pezzo ai suoi genitori per farglielo assaggiare, vi rendete conto?? Il mio pandolce a mammà, allora vuol dire che è venuto davvero benissimo!!
Unica nota che mi sento di dire è che la prossima volta aumenterò la quantità di uvetta e canditi, portando almeno a 400 grammi la prima e 200 grammi la seconda, il pasticcere che mi ha venduto i canditi mi ha addirittura consigliato di mettere il 40% del peso del pandolce di frutta, all' inizio pensavo esagerasse ma mi sa che ci vuole tutto!!

Con questo dolce emblema del Natale a Genova partecipo alla raccolta Panissimo di Dicembre, organizzata da  Barbara e Sandra, ospitato questo mese da Sandra!



Vi auguro di cuore buon anno, che vi porti tanta voglia di fare e tante soddisfazioni!!
E soprattutto tante cose belle!!
A presto!!!

Silvia

sabato 27 dicembre 2014

An Urban Late Afternoon View

Ciao a tutti!! Passato bene il Natale e S. Stefano??
Noi abbiamo fatto una specie di 48 ore di pasteggi in compagnia dei nostri cari e davvero credo che per un po' ci nutriremo d' aria!!
Quindi oggi niente cibo in casa Silvia, non ce la posso fare, e devo essere sincera non so proprio quando potrò!!
Ma . .  . vi lascio una foto scattata ieri!!
Con mio cognato siamo andati prima di cena a fare qualche foto alla caratteristica strada che attraversa un pezzo di Genova, la Sopraelevata!!!
E' una strada molto particolare, costeggia tutto il porto e permette di avere una vista decisamente suggestiva ogni volta che la si percorre, al mattino mi permette di ammirare dall' alto le luci dell' alba e alla sera quelle del tramonto!! Noi ci siamo appostati sulla strada sopra per avere una bella panoramica anche sul porto antico, che è rimasto nello sfondo, avremmo voluto essere più vicini ma non sono molti i posti dove mettersi per fotografare il tutto quindi ci siamo accontentati!!


Se vuoi vederla meglio, cliccaci sopra!!

Vi auguro ancora una volta buone feste!!

A presto!

Silvia

domenica 21 dicembre 2014

Manzo all' Olio


Ciao a tutti, sono in alto mare!! Ma sapete una cosa? Machissenefrega!! Ho un sacco di impegni e poco tempo, finalmente sono iniziate le ferie ma fino a Venerdì è stato un delirio!! I preparativi per Natale si sono arenati e non so se riusciranno ad essere portati a termine, non importa, il lavoro a tempo pieno lascia poco spazio al resto, soprattutto quando c'è la frenesia di fine anno e la stanchezza è sia fisica che di testa!!
Ma oggi, incredibile ma vero ce l' ho fatta, vi regalo una ricetta di carne, un arrosto speciale perfetto per i giorni di festa e per ogni volta ci sia l'occasione di gustare un piatto davvero meraviglioso!! Ovvio che ormai i menù delle prossime feste sono già stati decisi ma ne verranno altre e allora prendete carta e penna!!!
La ricetta proviene dalla mia mamma che però parrebbe averla strappata ad uno chef in un ristorante su qualche lago durante una mini vacanza moltissimo tempo fa. Da quel momento questo piatto è entrato a fare parte del ricettario di famiglia, è stato cucinato in diverse festività e sempre con grande successo.
Il segreto di questo piatto sta tutto nel mix di ingredienti e nella cottura lunga e a fuoco lento, praticamente uno stracotto, morbido e delizioso, da acquolina in bocca!!
Era un po' che non lo preparavo e che avevo voglia di farlo, l'altro giorno dal mio macellaio di fiducia mi è venuto in mente e ho chiesto se avevano il pezzo di carne necessario per questo arrosto, il "cappello del prete" o "copertina di spalla", il mio mitico macellaio me l' ha pure legato ed eccolo pronto per essere cotto e gustato!!
Non fatevi spaventare dalla quantità di grassi presenti nella casseruola, servono tutti!!!
Tanto poi dopo Natale si sta un po' a dieta no??

Allora partiamo!!

800 g di cappello del prete
4 spicchi d' aglio
1 cucchiaio scarso di capperi (io sotto sale)
4-6 filetti di acciuga (io sempre sotto sale)
50 g di burro
50 ml di olio e.v.o.
1/2 bicchiere di vino bianco
1/2 bicchiere d' acqua
sale e pepe qb
pane grattato e prezzemolo fresco tritato
1/2 cucchiaino di dadogranulare senza glutammato


In una casseruola fare scaldare il burro e l' olio e.v.o., rosolare bene la carne da tutti i lati, aggiungere l' aglio, i capperi e le acciughe.
Aggiungere il vino e l' acqua, spolverare la carne di pepe e mettere un pizzico di sale nel sughetto, non ne servirà di più perchè ci sono già le acciughe e i capperi, girare il pezzo di carne in modo da condirlo tutto e cuocere con il coperchio chiuso per almeno 2 ore, a metà cottura però ricordatevi di girare il pezzo di carne, in modo che sia a bagno nel sughetto la parte che prima era scoperta.
Quando la carne è cotta levarla dalla pentola, togliere gli spicchi d' aglio e addensare il sugo con 1 o 2 cucchiai di pangrattato, aggiungete il prezzemolo e adagiatevi le fette di arrosto che avrete tagliato solo quando si è ben freddato.
Vi consiglio di prepararlo in anticipo di mezza giornata in modo che i sapori si amalgamino bene, sarà un' esplosione di gusto e di morbidezza, impossibile non innamorarsene!!!
Io lo consiglio, oltre assieme alle classiche patate al forno,  anche con delle cipolle in agrodolce o con della verza stufata, a voi la scelta e buon appetito!!

Con questa ricetta partecipo al Settimo Contest dell'Agriturismo Cà Versa!!




Non so se riuscirò a pubblicare qualcos' altro prima di Natale, se fosse così, auguro Buone Feste a tutti e nel frattempo verrò a salutarvi a casetta vostra!!

A presto!!

Silvia

domenica 14 dicembre 2014

Orange GingerBread Cake


Ciao a tutti, scusate la latitanza, siete tutti presentissimi pieni di bellissime idee per Natale e io invece latito!!! Non riesco proprio ad immergermi nello spirito natalizio, è come se mi fossi un po' rotta le scatole di festeggiare da 35 anni la stessa cosa, in realtà finché non stacco il cervello dal lavoro proprio non riesco a mettermi in un mood rilassato e propizio alla creatività cuciniera, ho già in mente un dolce da fare che è da leccarsi i baffetti ma non riesco a concretizzare!! Ho fatto anche un esperimento biscottoso che a livello di gusto è da copione ma quei dannati biscotti sono diventati più molli già il giorno dopo nonostante li avessi messi ben freddi e croccanti nella scatola ermetica, misteri del forno, mah, mica tanto misteri, forse internamente avevano bisogno di asciugare ancora un pochino!! Li riproverò perché sono troppo buoni ma non ancora perfetti per essere sguinzagliati!!
Il fatto è che sono poco concentrata nel cazzeggio, l' altra sera stavo guardando Grey's Anatomy e si vede che il mio cervello era quasi quasi nello stato giusto perché ho sentito smuovere qualcosa con la musica natalizia della pubblicità di un panettone, ma ancora siamo lontani dal mood che dico io . . .
Vabbè, nel frattempo mi sono procurata con il GAS delle ottime pere bio per fare una marmellata golosa da regalare e della zucca che vorrei trasformare in confettura golosa pure lei, si perché è vero che i biscotti o simili sono dei regali bellissimi e scenografici ma a Natale ci si ingozza tremendamente e l'idea di regalare una cosa che si possa consumare anche dopo il detox post natalizio mi alletta di più!! Voglio anche fare un esperimento per il preparato da cioccolata calda, sempre per regalini vari, spero di avere tempo nel prossimo we per produrre!! Mi sento sopraffatta dalle mille idee, l'unica cosa che ho veramente voglia di fare è DORMIRE, DORMIRE e DORMIRE!!!

Nonostante il sonno cronico però oggi vi propongo un dolcetto che per me vuole essere propiziatorio, una specie di danza della pioggia per farmi venire voglia di Natale!!
La ricetta è di Martha Stewart, quindi funziona al 100%, il dolce intendo, la voglia di Natale non lo so, ho aggiunto dell' arancia in succo al posto dell' acqua e anche la scorza grattata perché ci stava una favola, ecco a voi la Gingerbread Cake al profumo di arancia!! E l'ho pure glassata un pochino, non troppo perché poi mi risulta stucchevole, ma se vi piace abbondate pure che tanto ormai i propositi di dolci leggeri si ritroveranno a Gennaio!!

Ecco cosa vi serve per uno stampo da plumcake:

150 g di farina per dolci
60 g di burro morbido
115 g di spremuta d'arancia
120 g di zucchero integrale di canna
65 g di miele ammorbidito con un po' d'acqua se solido, nella ricetta originale c'è la melassa
1 uovo
1 cucchiaino da the di zenzero in polvere
1 cucchiaino da the di cannella in polvere
1/2 cucchiaino da the di noce moscata grattugiata
1/2 cucchiaino da the di chiodi di garofano in polvere
1/2 cucchiaio di zenzero fresco grattato
1 cucchiaio di scorza d' arancia grattata
1 cucchiaino da the di bicarbonato
1 cucchiaino da the di lievito per dolci
1 pizzico di sale

In un pentolino portate ad ebollizione la spremuta d'arancia, unitevi il bicarbonato e lasciate da parte (farà una bella schiuma, usate un pentolino capiente).
In una ciotola mescolate la farina con le spezie secche, il sale e il lievito e lasciate da parte.
In un' altra ciotola montate il burro con lo zucchero, unite il miele, lo zenzero fresco, la buccia e il succo d' arancia, unite il composto di farina e l'uovo, sbattete bene il tutto finché il composto non è bello spumoso ed omogeneo.
Foderate con carta da forno o imburrate lo stampo da plumcake e versatevi l' impasto.
Infornate in forno già caldo a 180° per 1 ora, fate poi la prova stecchino per vedere quando è pronto.
Potete scegliere anche uno stampo diverso, più largo, i tempi di cottura probabilmente cambieranno, Martha sostiene che per uno stampo rettangolare da 24 x 30 cm con il doppio dell' impasto, io ho dimezzato le dosi originali perché siamo solo in due e non un esercito a mangiar dolci, ci vogliono 30-35 minuti, bah, può essere ma se dopo quel tempo è ancora tutto mollo abbiate fede, lasciatelo in forno ancora, prima o poi cuoce!!!

Per la glassa all' arancia:

Io devo essere sincera la faccio ad occhio, ad ogni modo le proporzioni  30 ml di spremuta d'arancia e 125 g di zucchero a velo vanno bene, poi modificatele a seconda della quantità di glassa che vi serve.
Mescolate bene con una frusta lo zucchero con il succo, verrà un composto abbastanza denso che verserete sulla torta già fredda, lasciate asciugare bene e poi potete gustare questo dolce stupendo!!!

Con questo dolce partecipo al contest di Letizia



Per me non c' è colazione migliore di una succulenta cake speziata accompagnata da una tazzona di caffè!!

Buona settimana a tutti!!

Silvia

domenica 7 dicembre 2014

Pizza con Semola Rimacinata a Lievitazione Naturale


Ciao a tutti!! Mi sembra impossibile che questa sia la volta buona!!
Riesco a postare la mia pizza!!
Eh già, la pizza si deve mangiare calda, giusto il tempo di tagliarla!! Ieri, dopo almeno 5 fallimenti del post a causa di mancate foto, ho preso una posizione e ho deciso che 'sta pizza andava pubblicata, basta!! Per una volta cari commensali vi toccherà una pizza tiepida, via, potete sopravvivere, io ho un blog da mandare avanti, per il quale lavoro duro, eccheccavolo!!! Ahahahah!!!
A questa pizza sono arrivata per gradi, dopo parecchi esperimenti per cercare la pizza non dico perfetta ma che fosse un buon compromesso per fattibilità e consistenza, all'inizio la farina era una sola e l' acqua un po' meno, poi sono partite le prove e sono arrivata a questa composizione, non è esageratamente idratata, ha un impasto semplice che si incorda bene e si stende ancora meglio, è una pizza facile e perfetta per essere fatta ogni volta che si desidera, non richiede troppo lavoro e troppa attenzione, insomma, una pizza per tutti i giorni!!
Resta leggera, croccante sul fondo e sui bordi, morbida dentro, perfettamente digeribile e veramente ottima!!
Io mi organizzo in modo da impastare il Venerdì prima di cena, poi lascio un paio d'ore l'impasto a temperatura ambiente e poi metto il tutto in frigo a maturare fino al Sabato verso dopo pranzo. Levo dal frigo e lascio l'impasto ad acclimatare per qualche ora, poi stendo la pizza e la metto in forno tiepido e spento per altre 2/3 ore o meno se rientro a casa più tardi, poi la farcisco e la cuocio!!

Ecco cosa vi serve per riempire una teglia da pizza (verrà un pochino più spessa) o la leccarda (viene un pochino più sottile) :

90 g di pasta madre al raddoppio dopo il rinfresco
250 g di farina per pizza (io Petra 3)
90 g di semola rimacinata di grano duro (io mulino Bongiovanni )
240 g di acqua
5 g di sale
2-3 cucchiai di olio e.v.o.
semola di grano duro per spolverare la teglia di cottura  qb

Sciogliete nell'impastatrice con la frusta a foglia la pasta madre nell' acqua, aggiungete le farine setacciate e fate amalgamare l'impasto a velocità medio-bassa. Aggiungete l' olio e adesso usate il gancio, iniziate ad impastare a velocità media, aggiungete il sale e fate assorbire, portate l'impasto ad incordatura e a quest' ultima avvenuta, fermate la macchina e lasciate riposare per 30 minuti l' impasto.
Fate poi due giri di pieghe a portafoglio e mettete l' impasto in una ciotola unta abbastanza capiente per contenerlo anche al raddoppio. Chiudetelo con della pellicola e lasciatelo a temperatura ambiente per un paio d'ore, poi mettetelo in frigo fino al giorno dopo verso le 13.
Levatelo dal frigo e lasciatelo ambientare per 3-4 ore, crescerà di volume fino a raddoppiare, se ci fosse fresco in casa, mettete la ciotola in un ambiente tiepido. Un paio d'ore prima di infornare, stendete l'impasto nella teglia cosparsa uniformemente di semola e mettete la teglia in forno con la luce accesa. Per stendere bene l' impasto basta schiacciarlo delicatamente e tirarlo verso i bordi della teglia sempre molto delicatamente, la semola impedirà che si attacchi alla teglia e renderà semplice quest' operazione, inoltre favorirà la croccantezza della base della vostra pizza, non è affatto necessario ungere la teglia, inoltre meglio incordate l'impasto, più la vostra pizza sarà elastica e resistente!!
Importante, se userete la leccarda la pizza verrà un pochino più sottile perché è più grande della classica teglia da pizza, a me piace più sottile, a mio marito più spessa, così le alterno, stasera era la sua sera!!
Mezz'ora prima di infornare togliete la teglia dal forno e accendetelo a massima potenza, nel frattempo condite la pizza senza mettere la mozzarella.
A forno caldo infornate la pizza per 5 minuti nel ripiano più basso del forno, poi spostatela al centro per altri 10 minuti, aggiungete la mozzarella che avrete fatto scolare precedentemente e finite la cottura in altri 5 minuti.
Noi questa volta ce la siamo gustata con pomodoro, mozzarella fiordilatte, olive e spianata piccante!!
Qual è la mia preferita??
Beh, se devo proprio scegliere direi base margherita con salsiccia e cime di rapa o salsiccia e funghi!!
Ma comunque scateniate la vostra fantasia, rimarrete comunque entusiasti!!

Con questa pizza partecipo alla raccolta Panissimo di Dicembre, organizzata da  Barbara e Sandra, ospitato questo mese da Sandra!




E in extremis, ma io sono così, smemorata, partecipo al giveaway di Natale organizzato dalla bravissima
Any !!!

GIVEAWAY DI NATALE

A presto!!

Silvia

mercoledì 3 dicembre 2014

Risotto ai Funghi "Peven" e Speck


Ciao a tutti!! Stasera ricetta veloce e un  po'  border line ammetto!!
Si, a base di funghi che non si trovano in negozio ma si deve andare nel bosco a raccoglierli, i cosiddetti funghi delle nebbie, perché la loro stagione è quella dell' approssimarsi dell' inverno, quando l' autunno sta per tramutare il suo volto e iniziano le nebbie e il bosco si avvolge di mistero, allora è il loro momento e nascono abbondanti!!
Quest' anno non siamo riusciti ad andare per funghi, troppo brutto tempo nei fine settimana, questi me li hanno dati i suoceri, freschi di raccolta e profumatissimi!!
Una ricetta in regalo a tutti coloro che amano i frutti autunnali del bosco e che hanno l' esperienza di saper scegliere i funghi giusti!!




Questi funghi, il cui nome scientifico è Clitocybe Nebularis, sono tipici del tardo autunno e crescono in tutta Italia, qui in Liguria e in basso Piemonte si chiamano in dialetto "Peven" e sono molto apprezzati e cucinati. Hanno un sapore delicatamente pepato, la loro carne è soda e si presta a molte preparazioni, dal sugo per la pasta ad essere stufata con le patate!
Io ho scelto un risotto innanzitutto perché con il GAS ho preso dell' ottimo riso Carnaroli del pavese e in secondo luogo perché con il risotto si sporcano davvero poche pentole, cosa che, se non si ha la lavastoviglie, potrebbe essere discriminante quando la stanchezza si fa sentire!!!
Se si cercano su internet informazioni su questo fungo si troverà tutto e il contrario di tutto, certo è che bisogna stare attenti a non confonderli con una specie simile ma velenosa e che vanno consumati con moderazione, infatti hanno delle tossine termolabili, quindi sono da consumare rigorosamente cotti, e delle tossine termostabili che nell' immediato non hanno conseguenze ma si dice si accumulino nel fegato se consumati di frequente, non so, io li mangio una volta all' anno se va bene e non ho mai avuto problemi, idem i miei suoceri e la maggior parte dei mangiatori di funghi che conosco!!
In Liguria sono un' istituzione, i raccoglitori di funghi incalliti, finite le stagioni di porcini, ovoli e galletti, si buttano su questi e come biasimarli perché sono davvero buoni!
Io ho arricchito il sapore con un po' di speck tagliato a cubetti e ho utilizzato una base semplicissima di aglio e prezzemolo, vino bianco secco e brodo vegetale.

Per due persone:

1 bicchiere di riso per risotti (io Carnaroli biologico)
1 spicchio d' aglio privato del cuore e tritato
1/2 cucchiaio di prezzemolo tritato
300 g di funghi Peven
50 g di speck tagliato a cubetti
brodo qb (io senza glutammato)
1/2 bicchiere di vino bianco secco
pepe, sale e burro qb

Soffriggete aglio e prezzemolo in una noce di burro, aggiungete il riso e fatelo tostare qualche minuto, sfumate con il vino bianco e aggiungete i funghi tagliuzzati, io li rompo a mano e li sfibro, vengono dei begli sfilaccetti! I funghi inizieranno a perdere acqua, aggiungete tanto brodo sino a coprire il riso, mantenete la fiamma viva e mescolate di continuo, aggiungendo brodo ogni volta che si asciuga il precedente fino a fine cottura del riso, che deve rimanere al dente. Se serve aggiustate di sale.
Spegnete il fuoco e se vi piace aggiungete una noce di burro, mescolate e fate riposare 10 minuti. Spolverate di pepe nero e servite!!
Una coccola genuina con gli ultimi frutti dell' autunno, grazie suoceri, erano buonissimi!!

A presto!!

Silvia

domenica 30 novembre 2014

Mini Cake Integrali alle Bacche di Goji e Melagrana con Sciroppo al Miele e Zenzero


Ciao a tutti!!
Questa settimana al lavoro hanno ufficializzato che ci sarà la chiusura natalizia, ultimo giorno di lavoro il 19 Dicembre e si rientra il 7 Gennaio.
Sono un misto di gioia e preoccupazione però . . .
E' vero che le ferie arretrate sono un costo per l' azienda e noi ne abbiamo tutti tante, poi tenere aperto a saltelli come capiterebbe sotto Natale non è economicamente vantaggioso, ma si fa anche perché quest' anno c'è meno lavoro di produzione e questo mi preoccupa.
Dobbiamo lavorare bene noi ricercatori in questi mesi, abbiamo l' occhio puntato perché dobbiamo davvero trovare l' idea per un salto di performance del nostro prodotto ed è davvero complesso!! E da noi dipendono i contratti che ci manterrebbero aperti gli anni futuri, i clienti ci chiedono di più per poter fare entrare a regime il nostro prodotto nel mercato mondiale e noi dobbiamo inventarci come ottenere quel di più . . . pesantuccio vero??!!
Quindi davvero un po' di ricarica mi farà bene, spero di trovare le forze per affrontare i prossimi 7 mesi, Dicembre compreso, sarà breve ma intenso!!

Adesso però passiamo alla ricetta, un dolcetto delizioso a cui difficilmente si può dire no!!
Senza burro, con farina integrale di frumento e di farro, con bacche di Goji e chicchi di melagrana, il tutto irrorato da uno strepitoso sciroppo al miele e zenzero.
Mini cake pensate come mono-coccola mattutina, dopo pasto o merenda!! Insomma, davvero non si può dire no!!
Le bacche di Goji le ho comperate in un momento di euforia salutista nascondendole tra le righe di un ordine di farine e semi con il GAS, non sono male perché mi ricordano l'uvetta ma in fondo in fondo continuano a farmi pensare di stare masticando palline di fieno, quindi le sto consumando un po' nel latte e cereali, un po' nei dolci, ma non sono la mia passione! Possono comunque essere sostituite da mirtilli rossi disidratati che avrei anche comperato non avessi speso un capitale per quelle bacche!!

Poi dopo che le ho comprate, su Altroconsumo ho letto che l'agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) non ha approvato nessun claim riferito alle bacche di Goji che puntasse alle sue proprietà antiossidanti e che anche la Commissione europea ha bocciato indicazioni come “contiene antiossidanti”, “contribuisce alla protezione delle cellule contro i radicali liberi” e “in grado di proteggere le cellule e i tessuti dall’ossidazione”. Mancano, infatti, le indicazioni che comprovino questi effetti sul corpo umano. Le evidenze fornite negli studi presentati, condotti solo su animali e in vitro, non sono sufficienti per provare l'effetto delle bacche di Goji sulla protezione di cellule e molecole dal danno ossidativo negli esseri umani.
Quindi di ufficiale sulle loro proprietà miracolose per la lunga vita delle cellule, sembra non esserci ancora nulla, l'unica cosa certa è che sono nutrienti, quello è vero!!
Ok, non voglio rovinare le idee a nessuno ma qualche dubbio che sia una trovata pubblicitaria mi è venuto! Però se qualcuno è sicuro di potermi smentire ben venga, almeno mi risollevo il morale, già ci hanno pensato le tortine ma, essendo molto parsimoniosa, questa spesa mi è rimasta un po' sul gargarozzo!!
Ma non lasciatevi trascinare dalla mia tirchieria, in realtà in queste tortine le bacche stanno davvero molto bene e mi sono piaciute un sacco!!

Ecco cosa vi serve per 12/18 mini cake, a seconda dello stampino che usate:

100 g di farina integrale di grano tenero
80 g di farina integrale di farro
20 g di amido di frumento
170 g di yogurt greco
1/2 bicchiere di acqua
100 g di zucchero mascovado
1 uovo
60 g di olio di semi (io arachide)
1 bustina di lievito istantaneo
1/2 cucchiaino di bicarbonato
3 cucchiai di bacche di Goji rinvenute in acqua tiepida per due-tre minuti
3 cucchiai di chicchi di melagrana

Montare l'uovo con lo zucchero, aggiungere lo yogurt e l'olio continuando a mescolare con le fruste, aggiungere le farine setacciate con il lievito e il bicarbonato, aggiungere l' acqua.
Aggiungere le bacche di Goji e la melagrana e mescolare bene.
Oliare o imburrare degli stampini da muffins o tortine, versare il composto fino a riempirli per 3/4 dell' altezza e infornare in forno già caldo a 180° per 20 minuti circa, fate la prova stecchino!!
Lasciatele  negli stampi fino a che non si riescono a toccare, stampi e tortine, senza ustionarsi ma poi toglietele e mettetele a raffreddare su una gratella.

Per lo sciroppo:

3 cucchiai di miele millefiori
1 bicchiere d'acqua
1 cucchiaio di zucchero di canna
succo e polpa di 5 cm di radice di zenzero fresco grattugiata

Fate sciogliere a fiamma dolce in un pentolino lo zucchero e il miele con un bicchiere di acqua, aggiungete lo zenzero e lasciate sobbollire, mescolando spesso, finchè lo sciroppo non si è addensato, ci vorranno 12-15 minuti.
Spegnete e fate raffreddare.

Servite le tortine irrorandole con lo sciroppo e gustatevele con una bella tazza di the, sarà uno dei piaceri da concedersi in una Domenica di pioggia!!!

A presto!!

Silvia

mercoledì 26 novembre 2014

La Marinella Sunset


Ciao a tutti!! Vi avevo anticipato che era in arrivo un post fotografico?? Eccolo qui!!
La Domenica dopo l' ultima alluvione a Genova il tempo era quello delle foto, e vuoi non partire per andare ad immortalare la mareggiata??
Appena arrivati le onde erano molto alte, poi verso il tramonto il mare si è un po' calmato, si fa per dire ma rispetto a prima si!!
La campagna fotografica è andata bene, vi lascio 3 scatti, quelli che mi piacciono di più, uno ancora con il sole alto, un taglio orizzontale con la luce del tramonto e un taglio verticale, sempre con la meravgliosa luce rosata e calda!!











Da dopo la Scozia non sono più andata a fare foto, un po' per il tempo schifoso, un po' per vari impegni, ma quella Domenica non c'erano impegni che tenessero, doveva essere fotografia!!
Quell' edificio era in passato un ristorante, quando ero ragazzina era ancora attivo, adesso è abbandonato, ma vi rendete conto?? Ma come fa ad essere abbandonato un posto del genere?? E' meraviglioso, in passeggiata e ha una vista spettacolare, ma a Genova molte cose sono lasciate a se stesse e abbandonate all' incuria, davvero, ci sono posti bellissimi lasciati in degrado, non basta avere il mare e il turismo per campare, bisogna curarla questa città, sennò tra un po' il turismo scapperà e Genova rimarrà con niente, già l'industria è andata a farsi benedire . . .
Polemiche a parte godetevi assieme a me questo tramonto decadente e ci vediamo presto!!

Silvia

domenica 23 novembre 2014

Pane Semplice Semi-Integrale con Farina d' Orzo a Lievitazione Naturale


Ciao a tutti!! Che razza di Domenica uggiosa!! Ma non mi dispiace, è Novembre e un po' di sano grigiume non guasta affatto!!
Ieri mi sono tolta due rogne quali la revisione della macchina e la parrucchiera, rispettivamente 1 ora e mezza una e 3 ore l' altra e poi dritta a casa a spalmare nella teglia la pizza per la sera!!
Stamattina alle 8 io e mio marito ci siamo svegliati perché sentivamo dei rumori sotto il letto, insospettita ho chiamato Filippo e lui è spuntato da in fondo al letto, voleva farci lo scherzetto. E' venuto a letto da noi, non avevamo alcuna intenzione di alzarci a quell' ora, e tutti e tre ci siamo riaddormentati fino alle 10 e un po'!!
Oggi invece vado con la mia mamma a trovare mia nonna alla casa di riposo, è un po' che non vado e voglio vedere come sta. Un anno e mezzo fa era caduta in casa e si era rotta un braccio, da quel momento, dopo non poche remore, i miei hanno capito che non era più in grado di stare da sola a casa, poi soffre di perdita di memoria senile e non si ricordava di farsi da mangiare, insomma, nonostante i miei ci passassero tutti i giorni, non poteva più stare da sola. Adesso sta in una casa di riposo dove è un' altra donna, è ingrassata, sta bene, chiacchiera con tutti, ha ricominciato, a piccole dosi, a cucire, le fanno fare tante attività assieme agli altri ospiti e li trattano bene, sembra il minimo ma vi assicuro che negli ultimi anni abbiamo avuto diverse esperienze con le case di cura e non è scontato!! Quella dove sta lei è un paradiso, i miei vanno quasi tutti i giorni a trovarla e mia mamma, che è super attenta a come sono queste strutture, è davvero soddisfatta!!
Tornando a noi vi lascio questo pane semplice che sa di buono!! Oggi non avevo tempo di stare dietro ad un pane laborioso, la Domenica mattina Filippo fa i compiti in cucina, c' è l'unico tavolo di casa, e non potevo stare dietro a pieghe e cose varie, quindi ecco a voi un pane facile, ottimo, profumato e soffice!!
Si lavora in poco tempo, si fa lievitare la notte e al mattino si inforna, cosa volete di più?? Dovete solo mangiarlo!!

Per un pane da circa 650 grammi:

70 g di farina integrale d'orzo
70 g di farina integrale (io Petra 9)
210 g di farina per pane (io Petra 1)
250 g di acqua
70 g di pasta madre al raddoppio dopo il rinfresco
6 g di sale

Ho rinfrescato la pasta madre al pomeriggio in modo che alle 21 fosse pronta per essere usata e poi ho iniziato la preparazione del pane.
In una ciotola si mescolano tutti gli ingredienti secchi (sale e farine setacciate) amalgamandoli bene, in un' altra ciotola, adatta a contenere tutto l'impasto, si scioglie bene la pasta madre solida nell'acqua. Si uniscono gli ingredienti secchi a quelli liquidi e si mescola bene prima con un cucchiaio e poi con le mani leggermente unte fino a che l'impasto non starà insieme.
Lasciare riposare l'impasto coperto per 10 minuti e poi si inizia a lavorarlo, con le mani unte sennò si attacca troppo, tirando una parte di impasto e ripiegandolo al centro, ruotare un poco la ciotola e rifare la stessa operazione, fino a tornare al punto di partenza. Saranno circa 10 pieghe e si impiegano circa 10 secondi a farle.
Coprire e fare riposare 10 minuti. Ripetere questa operazione, pieghe e riposo, per altre 3 volte, mano a mano l'impasto inizierà a fare un po' di resistenza, dopo l'ultimo giro di pieghe ho spostato l'impasto in un cestino da lievitazione cosparso di semola e l'ho messo nel forno tiepido e spento per tutta la notte (12 ore) coperto da un canovaccio umido. Al mattino lo troverete raddoppiato e pronto per la cottura.
Toglietelo dal forno, accendete quest' ultimo a 240° , mettetevi sul fondo una teglia vuota. Quando il forno ha raggiunto la temperatura, capovolgete il cestino con il pane sulla teglia per la cottura, buttate una tazza d'acqua nella teglia che avete messo precedentemente sul fondo del forno, infornate il pane e abbassate la temperatura a 220°.
Cuocete per 35-40 minuti, fate la prova suono vuoto battendo sul fondo del pane e semmai lasciatelo cuocere ancora il tempo necessario. Dopo 25 minuti di cottura ho tolto la teglia con l'acqua e ho capovolto il pane.
A cottura ultimata lasciatelo raffreddare su una gratella!!
E' un pane perfetto sia per accompagnare il pasto, sia per essere trasformato in deliziose bruschette, a voi la scelta, e non dimenticate di spalmarlo a colazione con la vostra confettura o crema preferita!!

Con questo pane partecipo alla raccolta Panissimo di Novembre, organizzata da  Barbara e Sandra, ospitato questo mese da Sandra!


A presto e buon pomeriggio a tutti!!

Silvia

giovedì 20 novembre 2014

Spaghetti Quadrati al Ragù di Cavolfiore, Olive e Pancetta Affumicata


Ciao a tutti!!! Ultimamente mancava in questo blog un bel piatto di pasta vero?? Ma che ci posso fare, noi siamo dei pastari e nonostante i miei propositi di riso, nel fine settimana infatti ho cucinato gli spaghetti di riso all'orientale,
ogni tanto una bella pastasciutta non me la posso fare mancare!!
Quindi oggi vi propongo un primo, e che primo!! Innanzitutto è una ricetta della mia mamma e la prima volta che l'ha cucinata a me e mia sorella, una vita fa, per poco non abbiamo commesso un atto di cannibalismo!!

La scena è andata più o meno così:

Ragazze stasera vi ho fatto una pasta diversa, ditemi un po' com'è!!
Mamma che buona, è deliziosa, ma come mai non ce l'hai mai fatta prima??
Mah sapete che papà è un po' noioso, oggi siamo da sole, sono contenta che a voi piaccia!!
Mamma mamma ne vogliamo ancora, è troppo buona!!
Mi dispiace, avete già fatto due bis ciascuna, è finita!!
Allora mamma ci mangiamo te, hai maneggiato tutti gli ingredienti, saprai pur di quella pasta!!!!!

Poi non abbiamo mangiato nostra mamma per sua fortuna, ma quella pasta mi è sempre rimasta nel cuore!!! Anche alla mamma credo!!!
Io me la sono cucinata un paio di volte e poi è caduta nel dimenticatoio, poi mio marito ha sempre detto di detestare il cavolfiore quindi ho rischiato di non farla mai più!!
Ma data la fanfaronaggine alimentare del consorte, un po' di tempo fa mi sono decisa a cucinarla, ne avevo proprio voglia!! Troppe volte ha detto non mi piace e poi si è mangiato pure il piatto, quindi mi sono sentita autorizzata a provare!!!
Scommetto che sapete benissimo come è andata!! Questa è la terza volta che la cucino e che la vedo smaterializzarsi in un attimo nel suo piatto!!! E' così delicata mi dice, non sa di cavolaccio!! Il terminator delle verdure ancora non ha chiaro che pure i vegetali e non solo i formaggi hanno un gusto non sempre forte come l'odore, ma che glielo dico a fare!!!

Per 2 porzioni, pensata come piatto unico:

220 g di spaghetti quadrati (ma mettete un po' la pasta che vi piace, anche quella corta)
mezzo cavolfiore, circa 350 g
70 g di pancetta affumicata tagliata a dadini
7 olive (io kalamon) private del nocciolo
1/2 scalogno 
olio e.v.o., sale, pepe

Iniziate con il mettere a bollire l'acqua per la pasta.
In un saltapasta scaldare 5 o 6 cucchiai d'olio e.v.o. e  rosolarvi la pancetta.
Nel frattempo in un mixer tritare il cavolfiore crudo e lo scalogno, aggiungerli nella padella e aggiungere le olive sminuzzate.
Aggiungete una tazzina d' acqua e fate cuocere girando spesso fino a che il cavolo non è al dente, servirà cuocerlo a coperchio chiuso per non aggiungere altri liquidi e renderlo troppo mollo. Quando il cavolo è cotto e il liquido è asciugato, aggiungere ancora un po' d'olio e fate colorire il condimento a fuoco vivo girandolo spesso.
Aggiustate di sale e pepe e spegnete il fuoco.
Quando la pasta è pronta, scolatela bene e saltatela assieme al condimento.

Servite ben calda e buon appetito!!!


Silvia

lunedì 17 novembre 2014

Pane Dolce Albicocca e Noci a Lievitazione Naturale


Ciao a tutti!! Come state?? Passato bene il fine settimana??
Io Sabato sono stata in ansia tutto il giorno per questa ennesima alluvione, e mia mamma era in giro con l'acqua alle caviglie in piena esondazione del fiume che passa nella nostra valle, vi rendete conto??? No comment!!
E pure si altera se la chiamo spesso per sapere se è viva, che tipa!!!
Sabato sera, dato che aveva smesso di piovere e tutto era abbastanza tranquillo, ce ne siamo andati alla festa di compleanno del nostro cognato, a Rapallo, l'autostrada era deserta, in giro non c'era nessuno, solo noi praticamente! Abbiamo aspettato fino all' ultimo, se avesse piovuto non ci saremmo mossi ma stavano uscendo le stelle . . .
Poi Domenica è stata una giornata meravigliosa, abbiamo finito di fare le pulizie, restavano da fare i pavimenti dato che Sabato sarebbe stato impossibile farli asciugare e li abbiamo lasciati per il giorno dopo, e siamo scappati in passeggiata a Nervi a fotografare la mareggiata, che meraviglia!! Finalmente un po' di foto, mi piace fare le foto al cibo, ma non è certo quella la mia passione, diciamo che nell' attesa delle giornate adatte alle uscite fotografiche, mi tengo allenata con il food!!
La mia passione la conoscete bene e ieri era davvero uno spettacolo, è uscita una luce incredibile!! Vedrete i risultati a breve, più o meno!! Siamo tornati a casa che eravamo coperti di salsedine e i capelli d' alga ma con foto super!!
Intanto vi lascio questo pane dolce, delizioso e sofficissimo, ricco di sapore e rigorosamente a lievitazione naturale!! E che lievitazione, l'ho messo al tiepido alle 11 del mattino e l' ho cotto alle 19 di sera!!! Ma a casa mia fa freddino e i dolci poi ci mettono molto più del pane!! Ero scetticissima ma dopo le foto, tornata a casa, l'impasto era ben cresciuto, l'ho lasciato ancora un po' lì e poi via alla cottura!!! La casa è stata inondata da un profumo delizioso, non abbiamo resistito e l' abbiamo tagliato ancora tiepido!! Troppo buono! La ricetta dell' impasto l' ho presa dal mio libro di riferimento "Pasta Madre (ignoto il padre...)" di Barbara Rangoni, per il ripieno ho utilizzato la marmellata di albicocche della suocera e le noci, l' idea me l'ha data Terry, avevo in casa anche della marmellata di mele cotogne che ho fatto lo scorso autunno ma quella di albicocche era già aperta!! Avevo in casa pure le noci, anzi solo le noci, quindi ecco fatto il ripieno!!!
L'unica nota dolente è che la piega più in alto si è sollevata separandosi dal resto, non so come mai ma la prossima volta schiaccio tutto di più, comunque il sapore e la morbidezza ripagano ampiamente del buco!!!
Vi lascio la ricetta, ho fatto qualche modifica rispetto all' originale nella scelta delle farine e nella quantità di cannella, che mi sembrava spropositata!!
Quello che viene fuori è un dolce non esageratamente dolce e per nulla pesante, profumato e rustico, perfetto per la colazione o per la merenda assieme ad una tazza di the!!

Per un o stampo da plumcake da circa 22 cm per 8 cm e alto pure 8 cm:

80 g di pasta madre a raddoppiata dopo il rinfresco
200 g di farina manitoba 00
50 g di farina d' orzo integrale
140 g di latte
50 g di zucchero
40 g di burro
2 cucchiaini di cannella
i semi di 1/2 bacca di vaniglia
1/2 cucchiaino di sale
2 cucchiai di sciroppo d' acero
marmellata di albicocche qb
i gherigli sminuzzati di una decina di noci

La sera prima sciogliere la pasta madre nel latte nel quale avrete messo i semini della vaniglia, aggiungere la farina e mescolare velocemente, unire lo zucchero, lo sciroppo d'acero e il sale. Amalgamare gli ingredienti, io ho iniziato nella planetaria con la frusta K a velocità bassa. Quando l'impasto è omogeneo, unire la cannella e il burro a temperatura ambiente in 3 volte, facendo assorbire la quantità unita prima di metterne altro.
Quando il burro è assorbito ho messo il gancio e ho fatto incordare, andando a velocità media. A questo punto lasciare riposare l'impasto per un' ora coperto da pellicola, passata l'ora fare due giri di pieghe a portafoglio, lasciare riposare ancora mezz' ora e mettere la ciotola in frigo, sempre coperta da pellicola, per 10-12 ore.
Il mattino dopo tirare fuori dal frigo l'impasto e lasciarlo acclimatare per un paio d' ore, poi stenderlo con il mattarello dandogli la forma di un rettangolo, spalmarlo con la marmellata e spolverarlo con i gherigli sminuzzati. Con l'aiuto di un tarocco arrotolatelo lungo il lato maggiore, chiudetelo il più stretto possibile e mettetelo a lievitare in uno stampo da plumcake imburrato, con la chiusura verso il basso, sempre coperto da pellicola.
Io ho acceso il forno al minimo e raggiunta la temperatura l'ho spento e ho messo il dolce  a lievitare, l' ho abbandonato per 8 ore!!!

Quando il dolce avrà raddoppiato il suo volume, levatelo dal forno e accendete quest' ultimo a 180°. Infornate a forno caldo per 40 minuti, io l'ho messo nel ripiano sotto quello centrale.
A cottura completata, toglietelo dal forno, aspettate una ventina di minuti, estraetelo dallo stampo e fatelo raffreddare su una griglia.

Con questo lievitato partecipo alla raccolta Panissimo di Novembre, organizzata da  Barbara e Sandra, ospitato questo mese da Sandra!



A presto!!

 Silvia

mercoledì 12 novembre 2014

Tarte Tatin di Indivia, Speck e Pancetta

Ciao a tutti!! Come state?? Noi reduci da 3 giorni di diluvio, di nuovo un disastro, questa volta a Chiavari, inizia ad essere un po' pesante questa situazione, ogni volta che piove si ha paura che succeda qualcosa . . .
Oggi per me è stata una giornata di riposo, ero in ferie, avevo una visita medica al mattino e poi dovevo andare a pagare l'assicurazione e a fare la revisione alla macchina.
Ho preso ferie per condensare gli impegni ma, come ogni piano perfettamente organizzato, la macchina l'altra sera ha deciso di surriscaldare l'acqua!!
Così oggi dopo la visita, ci sono andata con il treno, sono tornata a casa e ho preso la macchina, l' ho portata al mio meccanico, per fortuna nulla di grave e ho pagato l' assicurazione. Sono anche andata a pranzo da mia madre, lei era a casa perché con l'allerta 2 chiudono le scuole, io ero in ferie, ne ho approfittato per stare un po' con lei!!
La revisione la farò a questo punto un Sabato mattina!!

Alla sera ho preparato questa tarte, la ricetta è su un numero vecchio de "La Cucina Italiana", mi ispirava tantissimo!!
La ricetta della rivista prevedeva la pasta sfoglia e il bacon, io ho usato la brisèe, avevo la pancetta arrotolata e ho aggiunto lo speck, comperato apposta per provare questa tarte, era un po' che ci giravo attorno!
A me è piaciuta tantissimo, mio marito l' ha trovata buona ma troppo insalatosa, ma a lui la verdura a foglie cotta non piace molto, ho provato a proporgliela in questa versione ma non è bastato!! Per voi che invece amate queste verdure, provatela perché è deliziosa, l'indivia perde il suo amarognolo ma mantiene il suo gusto, leggermente aromatizzato dal grasso degli affettati belli rosolati!!
Potete anche usare la pasta brisèe pronta o la pasta sfoglia, io però ho fatto un proposito, e lo voglio mantenere!!


Per la farcitura:

4 cespi di indivia belga
120 g di speck
50 g di bacon
pepe nero

Per la brisèe all' olio:

200g di farina tipo 1
50 g di olio di semi di arachide
20 g di olio e.v.o.
2 pizzichi di sale
70 g di acqua

Preparazione:

Per la brisèe miscelare assieme gli ingredienti fino a che l'impasto non è omogeneo, fare un panetto, avvolgere con la pellicola e mettere a riposare in freezer per mezz' ora.
Accendete il forno a 180°.
Nel frattempo che riposa la pasta, imburrate una teglia da 24 cm di diametro, poi tagliate a metà i cespi di indivia e metteteli nella teglia con la parte bombata verso l' alto, cospargeteli di pepe nero, adagiatevi sopra le fette di speck coprendo tutta l' indivia, distribuite poi allo stesso modo il bacon.
A forno in temperatura infornate e lasciate cuocere per 20 minuti, poi coprite con un foglio di alluminio e fate cuocere altri 10-15 minuti.
Togliete dal forno e lasciate intiepidire.
Intanto stendete la frolla in un disco poco più largo del bordo della teglia, coprirla con la pasta e rincalzare bene all' interno i bordi.
Bucherellare il fondo con una forchetta e infornare sempre a 180° per 25 minuti, comunque fino a che il fondo non è sodo.
Capovolgere immediatamente la teglia in un' altra teglia, meglio se più larga e bassa, con una tipo da pizza rivestita da carta da forno è molto semplice e lasciare in forno ancora 10 minuti.
Adagiare su un piatto da portata e servite tiepida!!

Buon appetito e a presto!!

Silvia

domenica 9 novembre 2014

Muffins con Farina d' Orzo alle Mele, Zenzero e Cannella


Ciao a tutti!! Come è da voi il tempo?? Qui ieri è stata una bellissima giornata, oggi invece tende ad essere nuvoloso e nel pomeriggio danno pioggia, chissà!!
Meno male perché ieri mattina sono andata a prendere le mele del GAS e smazzare la merce sotto l' acqua sarebbe stato abbastanza fastidioso, poi sono andata a fare la spesa e appena sono tornata a casa, previo pranzetto velocissimo, ho fatto questi muffins, c'era il sole e volevo approfittare della luce naturale per  le foto!!! Filippo, questo fine settimana è con noi, oggi a colazione se ne è mangiati 2, sono contenta, sta crescendo e sta iniziando ad assaggiare tutto, e mangia molte più cose, prima era un vero incubo, mangiava pochissime cose e ogni sapore nuovo era strano e quindi non si mangiava!! Adesso invece, anche se comunque è un bambino che non mangia molto, è molto più aperto e vuole assaggiare e per me è una gioia perché innanzitutto ho più libertà nel preparare i pasti e poi mi fa piacere che almeno qui provi gusti nuovi, e non mi aspettavo gli piacessero troppo questi dolcetti, infatti avevo comperato preventivamente la Nutella, hanno le mele e sono speziati, invece se li è spazzolati con somma gioia di tutti!!!
Ieri sera ho fatto la pizza a cena e mi ha aiutato a condirla, si è leccato le dita sporche di salsiccia, ha mangiucchiato i pezzetti di olive, l' ha inondata di origano, insomma, si sta avvicinando al cibo, con i suoi tempi e metodi sta imparando a capire i sapori e ad apprezzarli!!
Oggi invece mi sa che me lo prendo di relax, volevamo andare a fare un giro sui monti ma è nuvolo e probabilmente loro andranno al cinema, io devo fare il cambio della scarpiera e una bella doccia!!
Ieri sera mi sono ciucciata il meraviglioso dvd di "Chi trova un amico trova un tesoro", Filippo è nella fase Bud Spencer e Terence Hill, oggi però passo, giro sui monti ok, cinema di Domenica pomeriggio no, non ce la posso fare!!!

Tornando a noi, la preparazione di questi dolcetti è davvero semplice e velocissima, si perde più tempo a preparare e pesare gli ingredienti!!

Per circa 18 muffins piccoli o 12 grandi:

340 g di farina per dolci (io Petra 5)
50 g di farina d'orzo integrale
100 g di zucchero integrale di canna
70 g di olio di semi (io di arachidi)
1 uovo
1 bustina di lievito istantaneo
mezzo cucchiaino di bicarbonato
300 g di latticello (metà dose di latte, metà di yogurt e un cucchiaino di succo di limone e lasciare riposare 15 minuti)
1 mela tagliata a tocchetti  (250 g), io qualità Pinova
un pezzetto di zenzero fresco grattato
un cucchiaino raso di cannella

Mescolare in una ciotola gli ingredienti secchi ossia farine, zucchero, lievito e bicarbonato, ricordandosi di setacciarli, e mettere da parte.
In un' altra ciotola mescolare gli ingredienti liquidi, ossia olio, latticello e uovo, aggiungere le spezie ed amalgamare.
Unire gli ingredienti liquidi a quelli secchi e mescolare grossolanamente, l'impasto deve restare grumoso.

Aggiungere le mele e porzionare negli stampini da muffins rivestiti da un pirottino di carta.
Cuocere in forno già caldo a 180° per 20-25 minuti.
Una coccola perfetta per un pomeriggio casalingo e di riposo, me li pregusto già a merenda con un delizioso the bianco!!

E questa ricetta la regalo a Simona per la sua raccolta:

Volete partecipare alla mia raccolta dedicata alle mele?

E partecipo anche al contest

"TUTTOMELE" in collaborazione con UIR, UNIONE ITALIANA RISTORATORI E SAPORIE

A presto!!

Silvia

giovedì 6 novembre 2014

Insalata di Cavolo Cappuccio, Sedano Rapa e Carote in Vinaigrette Aromatica


Ciao a tutti!! Bisogna che riprenda le redini del mio blog!!
Mi ero abituata ad avere la luce naturale a cena e adesso con la luce del lampadario mi passa l'estro di fotografare, ma non devo demordere, vi toccheranno foto mediocri ma non si può mica avere un blog stagionale!!
Allora ragazze, ci si rivede quando cambia di nuovo l'ora!! No, non si può!!
Non è solo quello, sono state settimane abbastanza pesanti, piene di impegni e sono decisamente stanca, mi balla l' occhio!! Vi è mai successo? E' qualche settimana che mi sento l' occhio sinistro che frulla, non mi pare si veda, non che me ne freghi, ma lo sento!! E' terribilmente fastidioso e mi ricorda costantemente che i miei nervetti hanno bisogno di uno stop, e non sono capace di prendermelo perché probabilmente a fine anno non rinnoveranno il contratto ad un po' di miei colleghi e mi sento una cacca a prendere qualche giorno di stacco . . . sono succube dei ricatti psicologici, lo so, ma mi spiace davvero e non me la sento di stare a casa in panciolle . . . mi verrà un esaurimento con molta facilità e a quel punto vedremo!!
Ma passiamo alla non-ricetta!!
Ieri sera ero a cena da sola, e quale occasione migliore per gustarsi un buon sedano rapa??
Detto fatto ecco un' insalata davvero aromatica, ricca di sapore e di carattere!!
Ho voluto fare una vinaigrette per condire il mix di cavolo, sedano rapa e carote e spulciando in frigo ho trovato quello che mi serviva per il mio condimento!!
Certo, non posso dire che sia un piatto elaborato ma vi assicuro che il mix di sapori stupisce e regala un' insalata davvero sfiziosa!!
La dose è piuttosto abbondante per una persona sola ma siccome me la sono portata anche per pranzo al lavoro, ecco spiegata la quantità industriale!!!

Per l'insalata:

mezzo sedano rapa piccolo
4 carote piccole
un quarto di cavolo cappuccio medio-piccolo

Tagliare tutte le verdure a listarelle sottili, come se fosse una capricciosa.

Per la Vinaigrette:

5 cucchiai di olio e.v.o.
3 cucchiai di aceto di mele
mezzo cucchiaio di peperoni sott' aceto
4 falde di pomodoro secco
1 cucchiaino da the di mostarda di Digione
una decina di foglie di basilico
2 pizzichi di sale

Mettere tutti gli ingredienti in un mixer e ridurre alla consistenza desiderata

Condire con la salsa l'insalata e aggiungere a piacere un po' di semi misti.

E' perfetta come contorno, io l'ho mangiata accanto al mio gateau di zucca e patate ma può essere benissimo parte di uno sfizioso antipasto, non so voi ma io adoro le insalatine piuttosto che i salumi!!

A prestoooo!!

Silvia

domenica 2 novembre 2014

Crostata con Farina d' Orzo e Crema di Yogurt e Ricotta all' Albicocca e Zenzero


Ciao a tutti!! Siamo reduci dal fine settimana in campagna, disconnessi dal mondo e rilassatissimi!
Vi avevo detto che ero un po' in blocco da dolci??
Ecco, ci voleva Mary Grace per farmi rimettere in moto!! La settimana scorsa infatti ci siamo viste per la prima volta!! Complici le farine Petra che gentilmente Mary m ha regalato!!! Che tesoro!!
E visto che tra quelle c'era anche un pacco di Petra 5, apposta per torte e biscotti, vuoi non provarla subito??
Detto fatto appena tornati dalla campagna mi sono messa all' opera, una crostata cremosa!!
Ho aggiunto un pochino di farina d'orzo, per dare quel tocco rustico, e nella crema ho abbinato la dolcezza della marmellata di albicocche alla nota acida dello yogurt e frizzante dello zenzero fresco.
Visto che non ero certa che la crema si solidificasse bene, ho aggiunto 2 cucchiai di albumi, forse sono superflui, se avete più esperienza di me suggerite!!!
Il risultato è stata una crostata che ci ha davvero stupiti, fresca di yogurt e gustosa di frutta, con una nota speziata di zenzero e vaniglia che gli dà una bella spinta!! Da rifare al volo, almeno finché c'è la marmellata della suocera!!


Per la frolla:

200 g di farina per torte (io Petra 5 . . .  Grazie Mary!!!)
50 g di farina d' orzo integrale
40 g di tuorlo (per me 2)
125 g di burro
125 g di zucchero a velo
un pizzico di sale
i semini di mezzo baccello di vaniglia bourbon
1 cucchiaino da the di scorza di limone bio grattata

Nel mixer mettere farina setacciata, burro, vaniglia e scorza di limone, azionare le lame fino a che il composto non è sabbioso, aggiungere lo zucchero e i tuorli e lavorare ancora fino a che non si formano grumi grossi, a questo punto lavorare a mano fino ad ottenere un impasto liscio ed uniforme. Mettere in frigo avvolto da pellicola per circa un' ora.
Prendere la frolla e stenderne i 3/4 in modo da fare un disco con cui andrete a foderare una tortiera da 22-24 cm, foderatene anche il bordo per qualche cm in altezza. Bucherellate il fondo con la forchetta e mettete a cuocere da sola in forno caldo a 180° per 15 minuti circa.
Nel frattempo preparate la crema e ricavate delle striscie molto sottili dal quarto di impasto lasciato da parte. E importante che siano sottili sennò rimarranno meno cotte del sotto!!


Per la crema:

100 g di ricotta
170 g di yogurt greco
3 cucchiai di marmellata di albicocche gentilmente regalata dalla suocera
2 cm di radice di zenzero fresco grattugiati
2 cucchiaini da the di zucchero
2 cucchiai di albume

Mescolare tutti gli ingredienti fino ad avere una crema liscia e senza grumi, a vostro gusto aumentate le quantità di zenzero e di marmellata.

Passati i 15 minuti, togliete la torta dal forno e versatevi la crema, decorate la superficie della torta con le strisce di pasta frolla e infornate a 160° per altri 20-25 minuti.

Lasciate raffreddare prima di tagliare, in modo che la crema sia ben soda!!!

Con questa torta partecipo alla raccolta di Vanessa de La baita dei dolci:


Partecipa alla raccolta "Spazio alle spezie"


A prestooooo!!!


Silvia

lunedì 27 ottobre 2014

Riso Saltato all' Orientale con Fagioli e Verdure


Ciao!!! Non mi sono dispersa e nemmeno mi è passata la voglia di cucinare!!!
Solo sono stati giorni abbastanza intensi! Sabato mattina sono uscita per commissioni da fare assolutamente e poi al pomeriggio . . . Baratto!!!
E' stato davvero carino, mi sono liberata di quello che non mi serviva più e io ci ho guadagnato 3 magliette, mio marito una bussola, Filippo un libro! Si, so cosa state pensando!!! Una bussola??? 
Si!! Ci serve per le nostre mission fotografiche notturne, quando dobbiamo vedere dove sono la stella polare o la via lattea, per capire se un posto è buono, e che non si sa mai ci si perda nei boschi o da qualche in generale!!! Siamo spesso in mezzo ai monti o boschi o chissà dove!!!
Mio marito ha quella nel telefono ma già un po' di volte è impazzita e volevamo comperarne una!! Detto fatto! Trovata al baratto!!
Poi a cena siamo stati con mia sorella e il fidanzato e Domenica a pranzo dai suoceri, fino all' ora di cena quando abbiamo accompagnato a casa sua Filippo.
A cena noi abbiamo mangiato due pasticcini che erano avanzati dalla sera prima e dalla colazione!!!
Poi tra Venerdì e Sabato ho fatto un pane e tra Sabato e Domenica pure (lievitazione la notte e cottura al mattino prima uscire)!!
Infatti il prossimo fine settimana ce ne scappiamo in campagna, a riposare!! Mi porto il giusto peso della Creatura per fare una bella pizza Sabato sera, poi una cosa da mettere semplicemente in forno con le patate e che basti per due pranzi e un pesto per Venerdì sera che arriviamo tardi! Et voilà!!
Non vedo già l'ora!!!

Oltre questo oggi volevo lasciarvi la ricetta di questo riso delizioso!!
Anche questa è un po' una ricetta svuotafrigo ammetto, ma con molto stile!!! Ahahahahah!!!!
Ci è piaciuta tantissimo e abbiamo mangiato il riso, a proposito dei miei nuovi propositi!!




Per due persone:

Per il riso

1 bicchiere di riso long & wild
4 carote piccole
mezza cipolla
qualche cimetta di broccolo già lessata (ingrediente svuotafrigo)
1 bicchiere di fagioli dall' occhio secchi già lessati (altro ingrediente svuotafrigo)
olio e.v.o.
salsa di soia

Per la salsa all' orientale (ricorda un po' la salsa teriyaki)

2 cucchiai di aceto di mele
2 cucchiaini di zucchero
3 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di marsala secco

Mescolare assieme tutti gli ingredienti fino a che lo zucchero non è ben sciolto.

Preparazione:

Per preparare le verdure ci vole più o meno il tempo di cottura del riso, quindi quando buttate il riso a bollire, in un wok mettete a scaldare un po'  d'olio, almeno 5 o 6 cucchiai, affettate la cipolla e tagliate a listarelle le carote, quando l'olio è ben caldo versate le verdure nel wok assieme ad un peperoncino secco. Fate saltare aggiungendo due cucchiai di salsa di soia. Aggiungete una tazzina d'acqua e fate cuocere con il coperchio per pochi minuti, appena le verdure sono morbide aggiungete i fagioli lessi e le cimette di broccolo, aggiungete il riso scolato e la tazza la salsa. Fate saltare a fuoco alto aggiungendo un filo d'olio e quando il riso inizia a asciugarsi, spegnete e servite!!

A prestoooo!!

Silvia

martedì 21 ottobre 2014

Crostata Salata con Cavolo Nero, Speck, Spinaci e Olive Tostate


Ciao a tutti!! Sono un po' latitante in questo periodo ma ho davvero molte cose da fare e piano piano mi sto rimettendo in pari, manca ancora la parrucchiera, che urge ma non so davvero dove incastrarla, e l'estetista, ma a quella vedrò di porre rimedio Venerdì!! Ah ah, porre rimedio, ci sono donne che ogni settimana vanno a farsi coccolare da l'una o dall'altra parte, per me invece sono due rotture di scatole senza eguali, mi portano via un sacco di tempo, la parrucchiera per la permanenza forzata in negozio e l'estetista perché non c'è parcheggio e devo girare un sacco e non posso prendere l'autostrada, quindi traffico a palate!!
Ma ogni tanto bisogna andare e quindi mi devo sforzare di trovare la voglia!!!
Certo, il mio sogno sarebbe un mondo di persone spettinate come me ma non si può avere tutto dalla vita!!!
Ho perfino saltato l'appuntamento con i lievitati questo fine settimana, vi rendete conto??
Si perché Sabato mattina ci sono toccate le pulizie, ogni tanto vanno fatte, al pomeriggio e a cena eravamo dai miei cugini, li vediamo poco e quando c'è l'occasione ci piace goderceli il più possibile, poi hanno due bambini favolosi, si, io che non sono troppo amante dei bambini, lo confesso, disprezzatemi pure ma è così, impazzisco per i miei due cuginetti, davvero!!
Domenica a pranzo eravamo invece dai miei genitori, anche lì ci siamo persi in chiacchiere e siamo andati a casa alle 16, in preda a sbadigli da ippopotamo!!! Si, perché abbiamo dormito poco sia Sabato che Domenica quindi il sonno si è fatto sentire eccome!! Meno male che alla sera ci siamo svegliati con la prima puntata della nuova stagione di The Walking Dead, ci ha rimesso al mondo, che bomba!! Non vedo l'ora di spararmi il resto!! Cos'è ?? Leggete qui e restate a bocca aperta!!

Per quanto riguarda il piatto di stasera, vi lascio una crostata salata, a base di speck, rigorosamente proveniente dall' Alto Adige, cavolo nero, un ciuffetto di spinaci e qualche oliva tostata, insomma una vera ricetta svuotafrigo!!

Quest' anno, oltre la prosecuzione del motto solo verdure di stagione, ho aggiunto altri due motti,
basta paste pronte, messo già in atto dall' estate, e più riso che pasta, su questo sono meno fiduciosa ma almeno cercherò di arrivare a pareggiare le dosi!! Sempre più difficili i miei propositi vero??
La pasta brisèe dunque questa volta è home made, ed è all'olio, il sapore rimane più neutro e lo preferisco per valorizzare gli altri ingredienti, iniziamo!!

Le dosi sono per una tortiera da 22 cm, io ho usato quella apribile, non l' ho neppure imburrata, la brisèe è già abbastanza unta per non attaccarsi!!!

Per la pasta:

200 g di farina tipo 1 
40 g di olio e.v.o.
40 g di olio di semi
70 g di acqua
2 pizzichi di sale

Lavorate velocemente tutti gli ingredienti fino ad avere una palla liscia ed omogenea, resta più morbida di quella con il burro, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo per almeno mezz' ora.

Per il ripieno:

300 g di foglie di cavolo nero
50 g di speck tagliato a tocchetti
1 palletta di spinaci lessati, è una ricetta svuotafrigo no??
8/10 olive tostate
sale e pepe q.b.
olio e.v.o.
1 uovo
100 g di ricotta

Sminuzzate le foglie di cavolo e fatele saltare in una padella dove nel frattempo avrete messo a rosolare lo speck in un filo d'olio e.v.o.
Aggiungete gli spinaci e le olive senza nocciolo sminuzzate, aggiustate di sale e pepe e fate cuocere fino a che il cavolo non si è ammorbidito. In una ciotola mescolare bene l'uovo e la ricotta, quando la verdura è pronta aggiungetela alla crema e mescolate bene.

Nel frattempo accendete il forno a 180°, stendete la pasta nella teglia e intorno al bordo, bucherellate il fondo con una forchetta e appena il forno è in temperatura, infornate la teglia con il guscio di brisèe e cuocetela a vuoto per almeno 20-25 minuti.
Passato questo tempo controllate la pasta, se inizia ad essere croccante allora toglietela e versatevi il composto di verdure e speck, livellatelo e infornate per altri 15-20 minuti.
Il gioco è fatto!!
La pasta è rimasta molto croccante e friabile e sicuramente più leggera che se avessi utilizzato il burro!!!
Se volete il ripieno più cremoso, al posto della ricotta potete usare la panna o aggiungerne un po' alla ricotta, io non la tollero quindi non la metto!! 

Gustosa e croccante, una cenetta davvero sfiziosa e quello che mi piace di più è che domani a pranzo in ufficio sarà ancora più buona!!

A presto!!

Silvia

venerdì 17 ottobre 2014

Marinaretta alla Salvia


Ciao a tutti, grazie davvero per i messaggi e le mail che mi avete mandato, mi ha fatto tanto piacere il vostro sostegno, anche se virtuale l'ho sentito tutto!!!
La situazione sta migliorando, il tempo sta dando tregua e la città sta cercando di rimettersi in piedi, i danni sono enormi sia sulle strade e nei paesi sia in città, c'è solo da sperare che chi deve faccia tutto bene e in fretta questa volta! Vedremo, intanto si cerca di tornare alla vita normale, anche se andando al lavoro passo davanti ad un piazzale enorme dove i mezzi che sgomberano le strade hanno accumulato tutte le carcasse di auto, i rottami, tutto quello che hanno tolto dalle strade allagate, è un colpo al cuore ogni mattina e veramente impressionante . . . sembra la scena di un film apocalittico, ruspe e rottami, e invece è la realtà . . . ma purtroppo non siamo stati i soli ad essere colpiti dal flagello dell' acqua . . . anche l'Emilia e la Toscana hanno dovuto fare i conti con gli stessi nostri mostri . . .

Tornando a noi, questa settimana è stata davvero incasinata, tanti impegni e cose da fare, infatti sto un po'  trascurando il blog ma proprio non ho avuto tempo!!
Mercoledì sera, con un po' di persone del GAS, siamo andati a visitare una piccola azienda agricola in erba, dove i ritmi e i metodi sono quelli antichi, vediamo se riusciamo a collaborare con loro, producono farina da grano antico, qualità Gentil Rosso che coltivano sulle colline dietro Genova, e poi latte, uova, hanno i conigli, galline e mucche e si stanno attrezzando per la verdura. Alla sera siamo andati a cena insieme a loro e abbiamo mangiato la pasta fatta con le loro uova e farina, indubbiamente favolosa!
Poi una cosa molto bella che stiamo organizzando è la Festa del Baratto, sarà Sabato 25 ottobre, a Castagna di Serra Riccò, una frazione appena fuori Genova. E' un' occasione per fare conoscere un po' di più la filosofia dei GAS e un modo per valorizzare lo scambio di beni, il riciclo, perché è bello se si può dare un nuovo uso ad oggetti che altrimenti finirebbero in discarica!! Per chi abita in zona ed è interessato mi scriva tramite il modulo di contatto, sarò felice di poter dare info!! Spero che parteciperanno in tanti!!


Dopo tutte queste parole, vi lascio una ricetta rifatta, si, nel post dei panini al latte avevo accennato ad un focaccione, che poi è una marinaretta, che ho cotto poco con il forno della casa in campagna! Ebbene, lo scorso fine settimana l'ho rifatta, aromatizzata alla salvia, e questa volta il mio forno non mi ha ingannata!! La cottura è venuta perfetta, la marinaretta era morbidissima all' interno, croccante in superficie e davvero profumata, ce la siamo fatta fuori in pochissimo tempo; farcita con salumi, formaggi e verdure è stata la nostra cena di Sabato, una cena un po' diversa e per questo graditissima da tutti, bimbo di mio marito compreso!!!

Dosi per una marinaretta in una teglia tonda da 22 cm di diametro:

















113 g di pasta madre raddoppiata dopo il rinfresco
200 g di farina tipo 0
100 g di semola rimacinata di grano duro
180 g di acqua
1 cucchiaino e 1/2 di sale
3/4 di cucchiaio di zucchero
65 g di olio e.v.o.
3 cucchiai di foglie di salvia fresca tritata (io quella della suocera)

Io per praticità ho impastato alla sera e lasciato riposare in frigo l'impasto per tutta la notte.
Sciogliete lo zucchero nell' acqua, scioglietevi anche la pasta madre e aggiungete le farine e la salvia tritata. Mescolate bene, aggiungete il sale e lavorate nella planetaria con il gancio aggiungendo a poco a poco l'olio, lasciando assorbire quello già versato prima di aggiungerne altro.
Lasciate riposare l'impasto nella ciotola per un' oretta, fate una serie di pieghe a portafoglio, coprite la ciotola con la pellicola e mettete in frigo fino al mattino seguente.
Al mattino tirate fuori dal frigo l'impasto e lasciatelo acclimatare per un' oretta, ungete il fondo e i bordi della teglia e adagiatevi l'impasto schiacciandolo con i polpastrelli per distribuirlo su tutta la superficie.


Mettete a lievitare l' impasto in un luogo tiepido e lontano da correnti d' aria, io in forno con la luce accesa, fino al raddoppio, il mio ci ha messo circa 4 ore.
Una volta raddoppiato, toglietelo dal forno e accendete quest' ultimo a 190°. Quando il forno è caldo infornate (io nel ripiano sotto quello centrale) e fate cuocere 40-45 minuti.
Una volta pronta, la cosa migliore, se ci riuscite, io ho tentato ma senza successo, è togliere la marinaretta dalla teglia e farla raffreddare su una gratella!! Se non lo fate non c'è problema ma tenderà a formarsi un pochino di condensa sul fondo della teglia!

Con questa marinaretta partecipo alla raccolta Panissimo di Ottobre, organizzata da  Barbara e Sandra, ospitato questo mese da Maria Teresa!





Buon fine settimana a tutti!!

Silvia


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